Un inarrestabile progresso

Riflettevo su una cosa. Oggi, abbiamo computer in grado di imparare dai nostri comportamenti e agire di conseguenza. A breve avremo la tecnologia per immergerci completamente in realtà alternative, interagire con mondi che non esistono e ingannare completamente i nostri sensi. E avremo dispositivi che svolgono una parte delle funzioni che fino a oggi sono state regolate da parti del nostro organismo e dispositivi che potranno guidare per noi, così come tradurre da un’altra lingua o realizzare dei calcoli matematici mentre siamo in mobilità.

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Anzi, c’è chi ha detto che la guida umana presto diventerà illegale. Semplicemente, perché pericolosa rispetto alla perfezione di una macchina. I dispositivi informatici di oggi possono avere una visione più chiara della nostra sugli ostacoli da affrontare e capire immediatamente come aggirarli. Possono apprendere in maniera istantanea informazioni sul traffico e sui possibili pericoli, e applicare tutto senza le intrinseche limitazioni del cervello umano.

Dispositivi di realtà aumentata possono percepire cosa succede intorno a noi e tradurre al volo ciò che ci viene detto in un’altra lingua. O possono aumentare i nostri sensi con uno zoom, ad esempio, che ci consenta di vedere a centinaia di metri di distanza o amplificando il suono che proviene da un locale distante da quello in cui ci troviamo. Gli algoritmi di Machine Learning, invece, monitorano ciò che facciamo e tracciano le nostre preferenze, in modo da farci trovare “la tavola apparecchiata” nel momento in cui palesiamo la volontà di rifare una cosa già fatta nel passato.

Ma cosa potrebbe succedere se l’uomo, non più capace di contare sulle sue risorse naturali, non avesse più a disposizione la tecnologia? Essere così tanto dipendenti da aiuti esterni, da quelli che potrebbero definirsi addirittura come innesti cibernetici, non potrebbe farci regredire invece che progredire?

La cosa ancora più assurda è che tutto questo succederà domani. All’avanzamento tecnologico non serve molto per giungere al suo massimo stadio, visto che i vari produttori di dispositivi, in cerca di fette di mercato sempre più consistenti, accelerano continuamente e sono sempre più pronti a fornirci soluzioni di realtà virtuale rifinite o strumenti basati su pesante Machine Learning. Insomma, l’impostazione consumistica e capitalistica ci impedisce di fare un passo indietro. Ormai, siamo lì, non possiamo più sottrarci e siamo costretti a subire l’evoluzione.

“L’uomo è una specie non riuscita”, diceva Woody Allen in uno dei suoi film, e probabilmente aveva ragione. Ha sempre dimostrato di avere quest’ansia incredibile di evolversi e ha sempre dimostrato di essere incapace ad arrestarsi. Ormai, non è più possibile per la maggior parte di noi privarsi della tecnologia. Quando andiamo a letto, ad esempio, ci separiamo per un istante dal mondo tecnologico, ma appena svegli ecco che la prima preoccupazione è controllare il profilo Facebook o Instagram.

Questo contatto diretto con il telefono ha modificato le nostre ansie e anche lo stesso rapporto con il nostro corpo. Oggi facciamo meno affidamento sulla nostra memoria e sulla nostra capacità di tirarci autonomamente fuori dai guai. Pensate cosa potrebbe succedere in futuro con dispositivi come Google Glass che faranno parte del nostro stesso corpo. A quel punto la tecnologia la indosseremo, con il rischio di non potercene più separare, pena un indebolimento della resa dell’organismo.

Ormai i canali TV sono gli hashtag di Twitter e l’informazione è ciò che accade nella nostra bacheca di Facebook. Chi non ragiona in questo modo è arretrato, e viene addirittura sbeffeggiato dai veri “nativi digitali”. Ognuno di noi ha creato un mondo su misura su sé stessi e critica e insulta quello degli altri. Lo ha configurato con certosina attenzione aggiungendo questa o quella pagina Facebook e scegliendo con minuzia le amicizie da seguire e chi o cosa invece ignorare.

Il mondo è sempre più interconnesso. Non c’è la televisione italiana e quella inglese, tanto per fare un esempio, ma questa tendenza popolare su Twitter o quest’altro personaggio in voga su Facebook. Un mondo che non è più solamente guidato dagli Stati Uniti, perché vede un’impressionante risalita della Cina. Che ha già la tecnologia, competitiva quasi come quella occidentale, ma gli serve ancora un po’ di cultura per poter imporre il proprio punto di vista come già fanno gli americani.

E potranno dialogare direttamente con il nostro cervello che, a quanto pare, non può più fare a meno di sempre più nuova tecnologia.