Che cosa succederà quando il Grand Old Party vincerà le elezioni

Nonostante abbia teoricamente portato gli Stati Uniti fuori dalla crisi, la popolarità del Presidente Barack Obama non è certo ai massimi livelli. Sulla base delle recenti votazioni mid term, anzi, sembra che il presidente nero stia progressivamente perdendo consensi e tutto questo potrebbe tradursi in una forte defaillance nelle prossime elezioni presidenziali, che si terranno l’anno prossimo.

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Insomma, a parte di imprevisti dell’ultima ora vinceranno i Repubblicani, e nettamente. Perché, quindi? Principalmente perché Obama è stato fin troppo tenero nella politica estera, e la cosa non è certo gradita dalla maggior parte degli americani. Gli Stati Uniti oggi sono più deboli rispetto a 7 anni fa perché non sono riusciti a risolvere la questione siriana, e questo ha provocato l’escalation di potere dell’Isis in quei territori, e perché hanno permesso a Putin di fare tutto quello che ha voluto.

Due accuse molto forti a Obama, che non possono essere bilanciate dall’innegabile buona politica interna e da ciò che il presidente nero rappresenta come figura e come carisma. Le accorate promesse delle due campagne elettorali non concretizzatesi e un mondo che non è certo cambiato come lui aveva promesso, e che anzi è sempre più contorto, certo non sono a loro volta d’aiuto.

I Repubblicani, da parte loro, sono ancora molto cauti su queste elezioni, e non si sbilanciano sul nome su cui punteranno. Certo deve essere un nome molto forte per battere la concorrenza Democratica ma, a mio modo di vedere le cose, hanno la strada in discesa. Il punto, quindi, diventa il seguente: il mondo è pronto a essere retto da un’amministrazione repubblicana?

Credo che la risposta sia no. Semplicemente perché i Repubblicani impartiranno una sferzata terribile, cercando di mettere a posto tutte quelle situazioni in cui Obama si è mostrato debole. Saranno aggressivi e spietati in Siria, e la faranno pagare cara a Putin.

Questo scatenerà tutta una serie di proteste sulla rete, anche perché con ogni probabilità porterà allo spargimento di sangue nei territori incriminati. Il tutto fa capire come il mondo oggi non sia più compatibile con il Partito Repubblicano e sicuramente  questo malessere risulterà evidenziato in maniera netta. Gli americani riprenderanno il loro ruolo di guida, ma questo potrebbe non piacere a molti.

Il Partito Repubblicano rischia di essere anacronistico negli stessi Stati Uniti, figuriamoci nell’Europa socialista. I valori di individualismo, sicurezza, libertà e patriottismo, però, non possono essere persi, e per questo il GOP è un qualcosa che va protetto e tutelato, un patrimonio per l’umanità che non può essere perso.

Certo, in Europa queste cose sono difficili da capire, perché la gente è sinistrorsa, vive in una specie di tunnel ovattato fatto di regole inutili e infruttuose. È per questo che a mio modo di vedere la vittoria del GOP alzerà nettamente il livello di tensione internazionale. Ma, alla luce di quello che sta accadendo in certe aree del mondo, è una vittoria che ora come ora mi sembra inevitabile.

Sui social, come al solito, avremo i risultati più netti di questa avversità alla rinnovata fermezza della politica americana. Anche perché i social sono proprio il terreno fertile di quell’apertura mentale che su internet ha condotto a una frammentazione totale dello spettro delle ideologie. Tutte cose che potrebbero diventare particolarmente anacronistiche rispetto alla conservatrice visione del GOP.

Inevitabile, però, per risolvere certe tensioni asiatiche e in Ucraina, oltre che per ristabilire una leadership economica che la Cina rischia di mettere in dubbio in maniera però caotica e poco organizzata, rischiando di compromettere la crescita non solo in territorio cinese ma di rendere perennemente instabile l’economia in tutto il mondo. Mentre i rapporti con la Ue saranno tutti da vedere: sarà tollerata la perenne insicurezza delle istituzioni europee?