Stragi nei college Usa: e se avessero ragione i Repubblicani?

Non intendo tanto sul piano della legittimità o meno dell’uso e della commercializzazione delle armi, ma sul piano che riguarda la comprensione dei motivi che scatenano queste sparatorie e queste uccisioni di massa. Insomma, siamo sicuri che tutto dipenda proprio dalle armi? Perché non cerchiamo, piuttosto, di capire come la società moderna produca un tale livello di insofferenza su queste persone?

Certo, chi sta bene non è portato a sforzarsi a comprendere da dove nasce l’angoscia e il terrore di vivere che inconfondibilmente molti giovani hanno oggi. Questo produce un certo odio verso la diversità e verso l’insofferenza. Il che alimenta ulteriormente la voglia di rivalsa di questi giovani, a cui semplicemente non piace la società per come è strutturata oggi.

La società moderna pone ogni questione in termini di competizione. Chi è più bello, chi è più intelligente (chissà sulla base di quali presupposti), chi sa mettersi meglio in mostra, va avanti, gli altri perdono posizioni, anche se non lo meriterebbero. E questo non riguarda solamente il lavoro o la condizione a scuola, ma anche la conquista delle donne e, fondamentalmente, la possibilità di costruirsi un futuro. Insomma, per come è fatta la società oggi, certi giovani sono tagliati fuori, a prescindere da tutto, e lo sanno inconsciamente da subito, da quando sono ancora in tenera età.

Ma non è tanto questo il problema. Perché questo tipo di persone sanno soffrire e sanno lottare. Il fatto è un altro: che la loro diversità è presa a bersaglio “da chi sta bene”. Non solo devono accontentarsi delle briciole, diciamo per natura, ma devono anche subire sberleffi, bullismo e ingiustizie per gran parte della loro vita.

Bisognerebbe costruire una società che sia allenata a riconoscere il merito e il talento, perché tutti noi ne abbiamo almeno uno. Una società che sia allenata a non essere competitiva, a vivere innanzitutto per rispettare gli “altri”, e non parlo in senso religioso ma proprio di convivenza civile all’interno delle regole della società democratica odierna.

Ripeto, non voglio giustificare nessuno: né i Repubblicani che sfruttano queste situazioni per cercare di farsi belli agli occhi dell’elettorato conservatore e aristocratico, né tanto meno i terroristi, perché tali diventano, che compiono le stragi. Voglio solo sottolineare come, secondo me, sia importante capire i motivi a monte di tanta angoscia, e cercare di modificare la società affinché non si creino più discriminazioni di questo tipo.

Non è tanto, secondo me, una questione di armi. Negli Usa, è vero, è fin troppo facile entrarne in possesso, ma tali tipi di discriminazioni alla base di questi disagi esistono anche in Europa, anzi secondo me sono ancora più diffusi. La differenza è che in Europa si soffre in silenzio per tutta la vita, la si dà vita al potente o al belloccio di turno che sfrutta qualsiasi cosa pur di trarre vantaggi, andando a svilire qualsiasi tipo di istanza di meritocrazia. In una società avanguardistica come quella americana potresti evitare qualche uccisione rimuovendo la liberalizzazione delle armi, ma stai sicuro che tanto odio e tanta frustrazione riemergerebbero da qualche altra parte. Proprio perché, a differenza della nostra, è una società che tende a migliorarsi, a dare un’opportunità a chiunque e a far rientrare nel gioco sociale il maggior numero di persone possibile.

E allora cerchiamo di capire quali sono le colpe di ciascuno di noi. Che anche chi si ritrova in una condizione di benessere sociale ed economico, in una condizione agiata in senso più generale, deve contribuire e aiutare chi è in difficoltà. Non creare discriminazioni, anche se gli “altri” in certi momenti ci sembrano così diversi da noi, così diversi da come stanno crescendo i nostri figli, così incompatibili con la nostra cultura e la nostra religione.

Detto questo, il GOP farebbe meglio a non commentare in quel modo certi fatti. “Se tedeschi armati, Hitler non avrebbe ucciso gli ebrei”, è il tenore delle loro dichiarazioni. Poi, certo, si tratta di dichiarazioni dei cosiddetti esponenti “da carne da macello”, ovvero quelli che parlano nella prima inutile parte della campagna elettorale. I Repubblicani vinceranno queste elezioni e, a mio modo di vedere le cose, sarà il rampollo del GOP, Marco Rubio, il prossimo presidente degli Stati Uniti.