Silvio Berlusconi, quel politico che commetteva reati solo quando era al potere

Abbiamo preparato un semplice grafico con cui intendiamo studiare le incredibili corrispondenze tra scalate al potere di Silvio Berlusconi e iscrizioni del medesimo ai vari registri degli indagati. Sembra molto evidente la coincidenza tra gli incarichi a Presidente del Consiglio e avvio dei procedimenti giudiziari che, come potete ben vedere dal grafico, si infittiscono proprio nel 1994 e nel 2011, ovvero i due periodi di massima popolarità di Berlusconi e della sua offerta politica.

procedimentiberlusconi

La sensazione che hanno avuto i sostenitori di Berlusconi è che la magistratura sia intervenuta per tempo proprio quando il leader del centrodestra preparava le sue campagne elettorali o quando aveva la maggioranza politica che gli poteva consentire di rovesciare alcuni poteri consolidati o alcuni equilibri malsani che hanno poi finito per deteriorare la stessa società italiana.

Quel che mi fa riflettere è che se Berlusconi ha commesso delle irregolarità prima della sua famosa “discesa in campo”, queste regolarità sono state ravvisate e punite solamente quando lui era al potere. Poi, quando è diventato molto meno pericoloso dal punto di vista del “potere”, ecco che non commette più irregolarità, visto che nell’ultimo anno non è più stato iscritto nel registro degli indagati di alcun processo, mentre negli anni del ventennio era stato iscritto per più di 40 volte.

“In Italia è necessaria una riforma della giustizia. Nel nostro Paese c’è una dittatura dei giudici di sinistra”, aveva detto Berlusconi a Barack Obama in un G8 del 2011, prendendolo in disparte e facendoli questa confidenza all’orecchio, come se si dovesse nascondere da qualcuno di molto pericoloso.

Il ventennio berlusconiano, come purtroppo sappiamo bene sulla nostra pelle, ha ingigantito la contrapposizione tra chi lo ha sempre difeso e chi lo ha sempre accusato, il che ha nuociuto in maniera molto grave al paese. Oltretutto senza portare alcun risultato. Ancora oggi la dimensione storica politica di Berlusconi è nebulosa, perché non è possibile dare un giudizio positivo o negativo su questa figura.

C’è chi lo ha accusato di essere autoritario nella sua politica e chi gli ha dato le responsabilità della crisi che l’Italia ancora attraversa. Ma queste accuse perdono di fondamento. Quel che è certo è che ha rappresentato perfettamente l’indefinitezza del concetto stesso di giustizia in Italia. Nel nostro paese ormai si brancola nel buio quando si deve decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è buono e cosa è cattivo. E purtroppo sempre più persone invertono inconsapevolmente i due poli.