ShoeMoney, la storia del disadattato che ha guadagnato 132.994 dollari con AdSense

Quella di Jeremy “ShoeMoney” Schoemaker è una delle classiche storie da American Dream. Un nerd, un disadattato, odiato da tutti, che perde anche il suo lavoro, ma che riesce a risorgere e a diventare uno dei migliori imprenditori della nazione, grazie a internet.

shoemoney

Di ShoeMoney resterà nella storia la foto in cui mostra un assegno da $132,994.97 firmato Google. Sono i soldi che è riuscito a guadagnarsi con le visualizzazioni dei banner del noto circuito pubblicitario di Big G. Ma come è riuscito a ottenere così tante visualizzazioni? Secondo l’opinione pubblica potrebbe esserci riuscito con i suoi tanti blog e con le altre iniziative editoriali perpetrate sulla rete.

Ma ShoeMoney è diventato ricco grazie al fenomeno dei loghi e suonerie per cellulare, che rampava letteramente a metà degli anni 2000. In quegli anni tutti volevano la propria suoneria personalizzata: non avrebbero acceso il telefono se non equipaggiato con la suoneria giusta, proprio quella.

NextPimp.com era il sito tramite il quale ShoeMoney ancorava il suo successo in quegli anni, capace appunto di registrare entrate per decine e decine di migliaia di dollari al mese semplicemente distribuendo banali suonerie per cellulare.

Un fenomeno tanto veloce quanto remunerativo e, come sempre accade con i fenomeni su internet, solo il primo che sale sul carro ottiene i migliori risultati.

Appunto, ShoeMoney. Una storia di successo quella di questo incallito nerd che prima era grassissimo e che poi è diventato magro e appetibile, pronto per essere sbranato dalle migliaia di internauti che cercano continuamente la strada giusta per diventare anche loro multimilionari grazie alla rete. Ma appunto UNA storia di successo, quasi irripetibile.

E allora ecco il fascino dell’imprenditorialità negli Stati Uniti. Fatta di tentativi, dei quali 999 falliscono e solo 1 va in porto. È un continuo tentare la scalata, un rimettersi sempre in gioco che allo stesso tempo alimenta la fame del singolo e l’economia del paese. E poi quell’1 che ha successo è destinato a cambiare per sempre la storia della comunicazione.

Certo non sarà il caso di Schoemaker, che con le suonerie non ha certo modificato (più di tanto) la comunicazione, ma possono ambire a questo ruolo tali Zuckerberg, Jobs, Gates e una miriade di altri volti più o meno conosciuti d’oltreoceano. Che, tutto sommato, non sono partiti in maniera molto diversa da come è partito ShoeMoney.