Schumacher vs Verstappen: due destini ribaltati

Già il fatto che WordPress mi indichi Verstappen come errore e Schumacher lo consideri corretto è indicativo. Il perché è presto detto: il secondo è un nome che è entrato nella storia, mentre il primo è sconosciuto ai più. Anche se Michael e Jos, una volta, correvano per la stessa scuderia e, perlomeno in partenza, avevano le stesse chance.

Ma la storia è stata impietosa: Michael ha vinto sette titoli mondiali, mentre Verstappen non viene neanche riconosciuto dal correttore automatico di WordPress. Però, la vita, lo sappiamo, è imprevedibile, e in qualsiasi momento le cose si possono rovesciare, anche completamente.

Al di là di quello che è successo a papà Michael, che ancora combatte per riavere il completo controllo del suo corpo dopo l’incidente sugli sci a Grenoble, oggi il cognome Verstappen è di maggiore attualità. Mentre il figlio di Michael, infatti, è ancora impelagato nelle categorie minori nella Formula 4 tedesca, Max, il figlio di Jos, è già fra i migliori piloti del mondo, correndo addirittura in Formula 1, con la Toro Rosso. E con risultati eccezionali, visto che si prospetta come uno dei migliori piloti per la Formula 1 di domani.

E il bello è che entrambi i figli d’arte hanno un’età molto simile. Mick ha 16 anni, Max 17 anni. È il pilota più giovane della storia ad aver guidato una Formula 1. Un record che non potrà più essere battuto, visto che la FIA ha cambiato il regolamento, impedendo a partire dalla prossima stagione ai minorenni di guidare una monoposto di Formula 1. Ed è anche il pilota più giovane nella storia ad essere andato a punti, visto che dopo aver corso solamente quattro gare è già arrivato tra i primi 10.

Mick invece ha debuttato proprio ieri nella F4, arrivando “solo” nono. Si è vero ha vinto la coppa per il miglior esordiente della gara e nella seconda manche, partendo nelle prime posizioni per via del precedente piazzamento, arriva davanti a tutti, ma è un po’ poco se il “rivale” lotta con Alonso e Ricciardo in Formula 1. Insomma, Mick di sfide ne dovrà vincere ancora molte e di strada davanti a sé ne ha ancora tanta. Dovrà sgomitare, e  non poco, anche se con quel cognome qualche corsia preferenziale potrebbe prima o poi imbeccarla.