Quel giorno in cui l’amore finì

Forse c’è qualcuno che ancora, segretamente, ci crede. E forse c’è qualcuno che pensa che la propria relazione sia una relazione d’amore. Ma guardando le cose in maniera concreta, e vedendo come si sono evolute negli ultimi anni, oggi, a malincuore, dobbiamo decretare la fine dell’amore.

la bella e la bestiaCon relazioni che diventano sempre più questioni economiche e con la vita familiare che è diventata una sorta di gestionale di vita come The Sims, i giovani d’oggi non hanno la più pallida idea di cosa sia l’amore. E con amore si intende il pensare furiosamente e ininterrottamente alla propria amata, o al proprio amato, e relegare qualsiasi altro pensiero o preoccupazione in secondo piano o, meglio, su un piano che ha un altro livello di significato. E questo deve valere per sempre, per tutta la vita insomma.

Mr. White stai descrivendo una realtà che non esiste, che è un’ “americanata”, nel senso che può esserci solo in un film di Hollywood. Lottare contro tutto e contro tutti per conquistare la propria amata, o il proprio amato, sono cose inutili perché ormai non c’è più niente per cui lottare. La società dell’opulenza e della democrazia, dove tutti i diritti sono ormai ottenuti, ci impedisce di lottare. Oggi giorno nessuno lotta più, infatti: è assuefatto alla realtà e non può più ambire a qualcosa di meglio. Anzi, se ragioni come tu ci stai proponendo di fare rischiamo di essere presi per pazzi, di avere appunto delle speranze inutili e di farci problemi che nella realtà non esistono. Perché compromettere il vivere pacifico per cercare di conseguire degli obiettivi fumosi o addirittura proprio inesistenti?

Ma non è così. Ci sono delle battaglie clandestine, di cui la società neanche si accorge. Perché accorgendosene ammetterebbe implicitamente che ancora non è tutto perfetto, e che si può migliorare, e che coloro che hanno ottenuto dei privilegi dovrebbero rimetterli in gioco. Ma perché perdere la propria posizione di leadership?

Ci sono coppie che non si possono formare per divergenze socio-culturali, perché i due appartengono allo stesso sesso o a razze differenti. Di fronte all’occhio incessante della società, scrutatore ed esaminatore, i due innamorati perdono la forza per creare una relazione del genere, e non sanno spiegarsi quali sono i reali motivi che li allontanano. Questa lotta per rimettere le cose a posto, secondo il volere della natura, è quello che io chiamo amore.

Uno stravolgimento importante è naturalmente avvenuto nel momento in cui la donna ha fatto il primo passo verso la sua emancipazione. Parlo di primo passo e non di traguardo già raggiunto perché secondo me di strada ne dobbiamo fare ancora tanta prima di conseguire quel traguardo, ma già il primo passo ha cambiato il mondo, e non poco.

Oggi le donne competono con gli uomini per gli stessi posti di lavoro, per gli stessi interessi e in molti casi per le stesse ambizioni di scalata sociale. È naturalmente una cosa giusta, nella misura in cui però la donna sia capace di non perdere la propria sessualità, la propria femminilità e il ruolo centrale nella conservazione della specie che ha avuto fino ad oggi.

Ma non è così: queste abilità innate non vengono più sfruttate nel senso originale, ma in senso competitivo, anche nei confronti del maschio. Mi è capitato sovente di osservare il comportamento di alcune femmine particolarmente dotate dal punto di vista fisico quando si trovano in gruppi di soli maschi. In queste circostanze, la cultura moderna spinge queste donne a mettersi al centro dell’attenzione e a stabilire fintamente una competizione tra gli altri uomini (al fine ovviamente di fare sesso con lei). Lo scopo ultimo? Ovviamente, quello di squalificare la competizione tra i maschi e vincere in modo da ottenere gratificazioni sul piano sociale/competitivo.

La contrapposizione tra i sessi non sfocia più nell’amore ma nel sesso, perlomeno in quelle nazioni prive di imposizioni religiose stratificate nella società in cui il sesso non è ancora considerato tabù. In quest’ultimo caso, invece, il rapporto tra maschio e femmina rischia di diventare incredibilmente difficoltoso e addirittura di scomparire, se non appunto sul piano competitivo/professionale classico, come se le femmine insomma fossero dei maschi.

In realtà penso che l’amore sia ancora possibile nella nostra società, ma che sia la donna oggi a dover riscoprire qual è il suo reale ruolo, in modo da abbandonare quella propensione verso l’apparenza e che cominci invece ad essere, a vivere veramente. Non dobbiamo aver paura della società e delle sue convenzioni, ma dobbiamo sempre ragionare nell’ottica di abbattere questi muri, di rivoluzionare continuamente l’ordine naturale delle cose. Se questa speranza risulterà vana allora sì che l’amore con la A maiuscola sarà solo un fatto di Hollywood.