Qual è il vero valore della democrazia

Incredibilmente oggi ti capita di sentire persone lamentarsi della democrazia. “Non ne posso più”, “non serve a niente”, “si stava meglio quando si stava peggio”, e altre assurdità del genere. Ma cosa significherebbe vivere in una nazione non democratica?

Semplice, che i diritti che oggi si considerano come naturalmente acquisiti e scontati in realtà non sono più tali. Ad esempio ti fermano mentre stai guidando e ti colgono in quella che secondo loro è fragranza di reato. Puoi venirne a capo solo pagando una tangente ai poliziotti. Cerchi di mandare una mail all’estero ma quel giorno, per qualche imperscrutabile motivo legato alla politica internazionale, intenet non ti funziona.

Mandi un fax e vedi che parte con qualche secondo di ritardo, perché evidentemente è stato mandato prima a qualcun’altro che deve controllare chissà cosa. Ti candidi a un posto statale ma non hai chance, perché i potenti e i prevaticatori hanno già guadagnato così tante posizioni che tu sei solo un’inezia. Cerchi di portare avanti una pratica statale ma nell’ufficio di competenza non hanno neanche i soldi per fare una fotocopia, e tutto si arena. A meno di rivolgersi all’amico dell’amico ovviamente.

In Cina il governo locale impone un fuso orario benché geograficamente cinque differenti fusi siano distribuiti su tutto il territorio cinese. Vuol dire che in alcune aree molto periferiche rispetto a Shanghai sei constretto ad aprire il negozio o ad andare a scuola alle 4 del mattino.

Forse in certi casi possono sembrare piccole cose, ma nell’insieme pesano, e tantissimo. Psicologicamente una situazione del genere ti consuma con il passare del tempo. Non poter contare su quella libertà di cui fisiologicamente l’organismo umano ha bisogno a poco a poco ti porta via una parte di te, e ti fa piombare in una depressione perenne e irrisolvibile.

Ma quali sono gli elementi cruciali che oggi distinguono una democrazia da una democrazia? Ovvero, possiamo considerare l’Europa e l’Italia come delle vere democrazie? Li riassumerei in tre punti principali:

1) Due forze politiche contrapposte, che si dividono in progressisti e conservatori. Non deve esistere una situazione per la quale proliferano tanti partiti nati su iniziativa personale. Situazione quest’ultima, che come ben sappiamo, è ben presente in Italia.

2) Atteggiamento positivo verso il miglioramento e l’evoluzione. Per esempio, proseguire sul percorso tracciato verso la consolidazione dell’Unione Europea rientra in questo punto. Quindi c’è molto da fare da questo punto di vista nel vecchio continente, visto che le varie nazioni dell’Ue non fanno altro che litigare inutilmente (come hanno sempre fatto del resto, provocando due guerre mondiali).

3) Essere felici.

Quest’ultimo punto può sembrare banale, ma è il più importante. La democrazia non ha valore se non comporta la felicità dei cittadini. Essere liberi, potersi esprimere, esplicitare i propri talenti sono elementi imprenscindibili alla base della felicità. Insomma, se una popolazione non è rilassata ed entusiasta, allora è facile che sia segno di scarsa democrazia.

E non è forse vero che in Europa, e soprattutto in Italia, si è sempre più incarogniti contro tutto e tutti e sempre più chiusi in sé stessi?

Molte nazioni asiatiche stanno superando l’Europa in fatto di applicazione della democrazia, come suggeriscono i tre punti prima elencati. In Cina, ad esempio, ci sono ormai delle zone di libero commercio in cui lo stile della vita non è molto dissimile da quello che si ha negli Stati Uniti. Insomma, il consumismo e il capitalismo portano naturalmente a una società come quella americana. Frenare questa trasformazione, come vediamo bene tutti i giorni, può diventare assolutamente deleterio.

La Cina e altre nazioni asiatiche si stanno a poco a poco impossessando delle posizioni delle realtà europee all’interno della scala della ricchezza internazionale. Se l’Europa non prenderà velocemente dei provvedimenti e non abbatterà in breve tempo euella “cultura” che porta alla discriminazione territoriale, allora la Cina e le altre realtà emergenti prenderanno il posto dell’Ue come partner privilegiato degli Usa. E non ci sarà più modo per rimediare.