Perché l’uomo si evolve?

evoluzione
L’essere umano, durante il suo percorso evolutivo, si è posto due quesiti: perché ci stiamo migliorando? Perché combattiamo tra di noi? Al primo quesito ha dato la risposta: Dio; al secondo: psicologia. Entrambe le cose, a mio modo di vedere le cose e cercherò di spiegarlo nei prossimi paragrafi, non esistono in natura. In realtà ciò che l’uomo ha chiamato Dio è l’insieme di regole che sta alla base del processo di sviluppo dell’essere umano. La psicologia, invece, nasce da una considerazione inesatta: che ci siano persone sane e persone pazze, che ci siano persone di Serie A e persone di Serie B. Ognuno ha dei comportamenti, delle credenze e un modo di pensare che è legato alla conformazione del proprio cervello. La natura ha fatto in modo che ci fosse una grande varietà di personalità diverse, in modo che ciascuna contribuisse al processo di evoluzione. Arrestare o limitare in qualche modo solo una persona compromette il processo di evoluzione, che invece è pienamente innescato solamente quando ciascuna delle persone si trova nelle condizioni di esplicitare al meglio la propria personalità. La studio della psicologia ha portato alla diagnosi di malattie mentali e dunque alla creazione di etichette. Ma siamo sicuri che non si ottengano migliori risultati lasciando gli individui liberi? Un bambino che soffre di autismo, ad esempio, ha dei limiti fisici nel suo cervello, che non possono essere superati a meno appunto di intervenire fisicamente, cosa impossibile per il livello di avanzamento scientifico attuale. L’unico modo per aiutarlo è quindi lasciarlo libero nella sua malattia. Cercare di correggere il comportamento di una persona è sbagliato, oltre che impossibile, perché non dipende da una scelta consapevole e razionale della persona, ma proprio dalla conformazione del suo cervello. Labels are for can soup, not people.

Cosa intendo per processo di evoluzione dell’essere umano?

Per capirlo bisogna innanzitutto chiarire la funzione di una parte del cervello chiamata amigdala. Da questa parte del cervello dipendono contemporaneamente due istinti primordiali dell’essere umano: l’aggressività e la sessualità. In antichità, l’essere umano ha avuto bisogno di proteggere i propri spazi dall’invasione degli avversari, che potevano essere altri umani e, soprattutto, degli animali. Quella parte del cervello gli consente di avere un comportamento aggressivo, che gli serve per proteggere i suoi spazi. L’evoluzione ha prodotto questo tipo di funzionamento per l’amigdala perché in quel momento dell’evoluzione serviva che l’uomo vincesse la sfida contro le altre specie animali e conquistasse prima e difendesse poi il predominio sulla Terra. Come avviene uno step evolutivo? Come, ad esempio, l’Homo Sapiens è riuscito a sconfiggere e a prendere il posto come dominatore sulla Terra dell’Uomo di Neanderthal? Non ci sono prove che quest’ultimo fosse meno intelligente e il loro DNA è sostanzialmente identico, non ci sono state dunque evoluzioni sul piano fisico degne di nota. Quel che non sappiamo è che differenze ci fossero nel cervello dei due step evolutivi dell’essere umano. Sappiamo che l’Homo Sapiens creava degli insediamenti di grandi dimensioni, mentre quelli dell’Uomo di Neanderthal erano più piccoli e più dislocati nel territorio. Quello che l’Homo Sapiens aveva, in realtà, era una maggiore aggressività. Sapeva conquistare e difendere gli spazi in maniera più efficiente, atteggiamento probabilmente legato a un funzionamento più efficiente dell’amigdala. Non ho prove scientifiche, ovviamente, ma credo che l’amigdala si attivi in maniera più o meno efficiente come capita per qualsiasi muscolo del corpo degli esseri viventi. Magari abbiamo muscoli più flaccidi perché non li abbiamo allenati bene e questi hanno una resa meno efficiente quando li usiamo. Per l’amigdala è così, anche se ovviamente le differenze di funzionamento si manifestano solo tra generazione e generazione e con il passare dei decenni, per non dire di secoli. Allenare l’amigdala a un comportamento differente, dunque, non è cosa immediata. Come è scomparso allora l’Uomo di Neanderthal se non ci sono segni di guerra? Sembra che ci sia stata un’evoluzione naturale pacifica, ma questo in realtà non è perfettamente vero. L’amigdala ha effetto non solo sul territorio, ma anche sulle femmine. L’amigdala “vede” spazi e femmine nello stesso modo, attacca e difende gli uni e le altre con le stesse procedure. Anche le femmine hanno un’amigdala, che come per gli uomini, serve loro per conservare la specie, e che viene usata per attiare il maschio. Sostanzialmente, ritengo che le femmine dell’Uomo di Neanderthal abbiano in qualche modo tradito il proprio step evolutivo e si siano fatte ingravidare dai maschi dell’Homo Sapiens, che garantiva un maggiore controllo del territorio e più potenza sulle altre specie, portando con il passare dei decenni all’estinzione della propria specie e a favorire il predominio dell’Homo Sapiens. L’accoppiamento tra esemplari di specie diverse è una sorta di ossessione che si ripete nelle femmine (guardasi al successo di film come Twilight, sui quali la gente discute ma non riesce a capire il perché del successo, ma anche Matrix, Blade Runner, Avatar), perché è un meccanismo molto potente nel processo di evoluzione dell’essere umano. I sentimenti come l’amore o l’ossessione che ha il maschio verso il corpo ben formato della femmina sono dei meccanismi che fanno parte dell’insieme di regole che portano all’evoluzione dell’essere umano. L’evoluzione spinge le persone, con quelli che scherzosamente potremmo definire come “trucchetti”, ad assumere un certo comportamento. A questo punto si può fare un esempio: se c’è un piccolo giardinetto con dei fiori e questo giardinetto è in ombra da una parte perché è circondato da un muro, a cosa tendono gli steli dei fiori? Si piegheranno verso la parte al sole in modo da assorbirne le risorse che il calore mette e loro disposizione. Insomma, si disporranno verso quella che è la migliore condizione per la conservazione della specie. Amore e attrazione passionale sono due condizioni per la conservazione della specie. Cos’è l’amore? Oltre che dall’amigdala il cervello degli esseri umani è composto da altre parti. Il funzionamento congiunto di tutte le parti del cervello determina il comportamento. Quindi se un individuo si muove in maniera piuttosto goffa o lenta oppure, al contrario, rapida e incalzante, è determinato dalla sommatoria del tipo di funzionamento di ciascuna parte del cervello. Essere innamorati equivale a dire compatibilità tra il funzionamento dei cervelli di uomo e donna: si apprezzano le piccole cose nel comportamento del partner. Questo spiega perché ci possa essere amore, in casi limite e a fronte di un funzionamento del cervello comunque diverso rispetto a quello della maggioranza delle persone, tra individui dello stesso sesso. Bloccare l’amore, nel senso di adottare delle procedure per interrompere il processo di corteggiamento, tra due persone è il danno maggiore che si possa fare al processo di evoluzione dell’essere umano. Ritengo che attualmente in alcune parti del mondo questa sia una prassi comune, che blocca o rallenta il miglioramento di quelle società. Solamente in quelle società in cui le persone hanno fiducia nel progresso, nei mezzi della democrazia e in cui sono consapevoli del processo in atto di evoluzione, c’è possibilità per due persone che si amano di essere felici e di contribuire all’evoluzione. E solamente un rapporto originato dal sentimento di amore può essere duraturo e determinare un sano nucleo familiare. Dove, invece, c’è insensibilità al domani e scarsa fiducia si moltiplicano i rapporti sessuali non determinati da amore e la società regredisce. Inoltre, se la maggior parte delle persone non ha fiducia, e c’è un governo di simil-democrazia, quella maggior parte delle persone influisce sulla minoranza, che magari continua ad avere fiducia per motivi disparati, magari perché crede alla potenza delle nazioni straniere con maggiore livello di fiducia. In definitiva, penso che in Italia circa un quarto di persone in età tra 18 e 30 anni attualmente non possa più matematicamente avere rapporti sessuali.

Cosa c’entra in tutto questo la democrazia?

Fino al 1668, data della Gloriosa rivoluzione nel Regno Unito e dell’instaurazione della prima democrazia “reale”, le persone difendevano i propri spazi con l’aggressività, aiutati dalla propria amigdala. Questa cosa è stata spazzata via con l’introduzione della democrazia. Non è più il singolo cittadino che deve pensare alla preservazione del proprio spazio, non ha più armi del proprio fisico o armi materiali per farlo. Anche in questo caso è un processo lunghissimo, che è iniziato nel Regno Unito in quel periodo ma che ancora non si è perfettamente stabilizzato: l’amigdala, come abbiamo visto nel precedente paragrafo, ha un ruolo ancora fondamentale nei rapporti umani. La creazione dello Stato moderno ha portato anche alla creazione del principio di proprietà privata difesa dallo Stato. È dunque l’entità immateriale Stato che difende adesso gli spazi e i diritti dei cittadini, loro non devono più far nulla di per sé, l’amigdala non serve più. La democrazia, a mio modo di vedere le cose, è stato il nemico più efficace contro l’amigdala, che ovviamente è strettamente legata all’istinto animalesco dell’essere umano, e con il passare dei decenni l’ha fatta calmare, l’ha assuefatta, drogata. Ormai in tantissime persone è quasi inefficiente, e queste persone sono più calme, razionali, hanno meno istinti legati ad aggressività e sessualità. Un altro grande avversario dell’amigdala è poi l’arte. Mostrare alle persone dei contenuti che siano legati a una realtà da sogno, alternativa a quella reale, e dei contenuti che comunque ispirino una sensazione di fiducia, li ha progressivamente privati della loro difesa naturale e dei loro istinti animaleschi. Ovviamente, da questo punto di vista, il contributo più forte è arrivato negli ultimi anni, in cui cinema e videogiochi hanno martellato insistentemente, e in qualche modo volontariamente da parte dei produttori (nel senso che vogliono che le persone diventino più buone), sul residuo funzionamento dell’amigdala. I videogiochi addirittura veicolano una componente in più: le persone simulano la propria aggressività nella realtà simulata, e non hanno più bisogno di manifestarla nella vita quotidiana. Credo che un sondaggio sui giocatori evidenzierebbe come questi ultimi abbiano una media di rapporti sessuali inferiori rispetto ai non-giocatori. Alleato dell’amigdala è invece stato il socialismo, mi riferisco principalmente al regime comunista dell’URSS, perché ha negato il principio di proprietà privata difesa dallo Stato e ha portato a una tensione sociale tra le varie classi legata alla lotta armata e all’aggressività.

Felicità

La felicità è un sentimento difeso dalla Costituzione degli Stati Uniti, ed è assurdamente trascurato in altre parti del mondo. Dico assurdamente perché lo considero il senso della vita. Sempre il sistema di regole che soggiace all’evoluzione dell’uomo usa la felicità come meccanismo di controllo. Il meccanismo di regole, definito dio in un’altra parte del pezzo, conferisce una sensazione di felicità quando il singolo individuo sta contribuendo allo sviluppo della persona. Spero che non sia interpretato come retorica il discorso che sto facendo: avere relazioni determinate dall’amore consente di avere figli fisicamente migliori e di proteggerli meglio all’interno della famiglia (farli crescere bene, con la giusta educazione e morale). La religione ha difeso questi valori nel corso dei decenni, ma ha portato a credere a cose non vere e alla metafisica, oltre che portare a un meccanismo che ha consentito a molte persone di occupare delle cariche politiche e decisionali che non gli competevano per meriti. C’è la necessità di difendere questi valori, amore in primis, ma è un compito dello Stato, non della religione.

Esperienza vs Sfida

Un paragrafo a parte deve essere dedicato a questo dualismo. Con esperienza intendiamo la percezione di un contenuto, di un oggetto, di una sostanza, e comunque qualsiasi tipo di percezione prolungato nel tempo, che porta a una sensazione di divertimento, e di felicità, in qualche misura duratura. Con sfida, invece, ci riferiamo al contrasto sociale a cui abbiamo fatto riferimento più volte. Sollecitata dall’amigdala, che a sua volta attiva un’altra parte del cervello chiamata striato ventrale che produce la sensazione di piacere, la sfida può dare parimenti una sensazione di divertimento (non di felicità perché non porta mai al progresso sociale). Nei paesi avanzati questo dualismo non esiste praticamente più o è decisamente attutito: le persone sanno che avere delle esperienze che portano a divertimento senza per forza dare spazio ai propri istinti da “animali sociali” generano i sentimenti di felicità e gioia nel lungo periodo.

Perché, quindi, l’uomo si evolve e le altre specie sulla Terra no, o perlomeno lo fanno in maniera molto più lenta? In altre parole, perché l’uomo ha un anima? Diciamo che quest’ultimo è il modo in cui è stata posta questa domanda, ovviamente in maniera errata, per centinaia di anni. Ricorro a un altro esempio per dare l’idea del fenomeno: pensate a una persona che pensa di essere sola in una casa e rimane chiusa in una stanza. A un certo punto sente dei rumori provenienti da un’altra parte della casa. Cosa pensa? Nel suo cervello si materializza l’idea che magari non è sola come pensava, e che quindi sia presente nella casa un’altra entità. Comincia dunque a esplorare la casa alla ricerca dell’altra entità. Insomma, è come se l’essere umano sia in qualche modo spronato a migliorarsi in modo da ritrovarsi un giorno preparato a un confronto al quale non può presentarsi in condizioni di eccessiva arretratezza con il suo interlocutore.

Che sia chiaro che quanto scritto non ha assolutamente alcun obiettivo legato in qualsiasi modo a un ipotetico e irrazionale tentativo di accelerazione dell’evoluzione dell’essere umano. L’unico scopo è divulgare un’impressione sul mondo che a modo di vedere di chi scrive deve essere condivisa con più persone possibile.