Perché la situazione greca rende definitivamente inutili Grillo e Salvini

Nel momento in cui scrivo Tsipras sembra voler avviare una trattativa con Juncker, ovvero con l’Unione Europea. Quest’ultima, infatti, ha invitato la Grecia a cedere alle proprie richieste in cambio di ulteriori aiuti economici alla vigilia di un referendum insensato che potrebbe mettere la parola fine alla Grecia, all’Euro e all’intera economia europea.

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“Non verremo mai a patti con l’Ue. Usciremo dall’Euro e non ci faremo mettere i piedi in testa”, erano più o meno le parole di Tsipras durante la campagna elettorale. Odio contro l’Ue e l’instillazione della “speranza” che ci potesse essere un post-Euro e anche che la moneta unica fosse l’origine di tutti i mali erano gli elementi al centro di quella strategia. Tutte fandonie, come spero sia evidente oggi.

La Grecia è povera fondamentalmente perché la gente non è predisposta al lavoro, quindi per lo stesso motivo per cui è povera l’Italia. E ha torto anche l’Europa: è inutile dar soldi in continuazione a questa gente, perché tanto li sperpereranno come hanno fatto fino a oggi. Glieli si dà per solidarietà, per mantenere una parvenza di serietà e per avere un fievole speranza, ma gran parte dell’Europa è semplicemente inutile nel sistema capitalistico attuale.

Indire un referendum, che è oltretutto incostituzionale perché la Costituzione greca non prevede un referendum a tema finanziario, nella testa di Tsipras gli darà più potere sul tavolo delle trattative con i creditori. Ma è una bufala, un modo di salvare la faccia insufficiente, che è già fallito, così come tutta l’idea di Syriza di salvare la Grecia. I creditori, come è sempre successo, avranno sempre più potere su chi è dalla parte del torto per aver delapidato del denaro.

Tsipras, prima di essere eletto, si svegliava e spalava feci su tutto e tutti. I greci gli hanno creduto una volta, gli hanno creduto due volte, poi tre e poi quattro. Ma nel momento dell’urgenza ha ritrattato tutto, si allea con i potenti, ovvero con l’Ue. È inutile, così come qualsiasi altro politico, perché non è la politica la causa di tutto.

E allora, per il bene dell’Italia, cortesemente smettiamola di dar credito a chi lo imita.