Perché la Grecia ha votato no al referendum

Come avrete letto ieri, sono rimasto esterrefatto dall’esito del referendum greco, perché è come se un povero avesse rifiutato un grosso e per lui vitale prestito. È nella natura della logica del prestito, poi, che si diano garanzie, perché se non sei predisposto a sfruttare quei soldi puoi causare dei danni di ancora maggiore entità. Questo nel caso di un povero, figuriamoci di un’intera nazione.

Greece Elections

Ma perché la gente ha rifiutato questo prestito? Che cosa si aspetta adesso? La risposta a questa domanda è semplice: che un altro sistema economico subentri al modello capitalista, giudicato evidentemente fallimentare. È un modello che porta all’ingigantirsi del debito, anche negli Stati Uniti, la nazione dove nasce il capitalismo moderno e dalla quale è manovrato tramite il Fondo Monetario Internazione come da impostazione classica di Bretton Woods.

La realtà è che l’Europa è strana, ha come un cancro dentro di sé che non si può sconfiggere. Non mi riferisco all’Unione Europea, ma proprio ai cittadini europei. Cancro che è più forte in quelle nazioni arretrate, proprio come Spagna, Italia e Grecia. Loro osteggiano il denaro, e ritengono che la competizione per far sempre più denaro sia qualcosa di sbagliato. Ma fare competizione è un qualcosa di intrinseco nella natura umana, bisogna farla comunque e loro la sfogano su altri versanti: donne, fascino, potere decisionale.

Se da altre parti hanno capito che l’unica competizione virtuosa e morale, perché produce benessere, è quella per il denaro, in Europa non si arriva ancora a questo. Loro sono per il modello socialista, come quello propugnato dall’Unione Sovietica qualche anno fa.

E allora la situazione greca è figlia di un malessere che in questa gente è nato ormai diversi anni fa. Non hanno mai sopportato il modello americano e hanno iniziato a combatterlo nel suo miglior momento, quando sfamava i bambini e quando semplicemente ti consentiva di vivere e di portare avanti i tuoi progetti. Nel lungo periodo sono riusciti ad affossarlo un po’ alla volta e adesso stanno dando il colpo di grazia.

Movimenti come Tsipras e M5s prima si chiamavano Partito Comunista, e inneggiavano all’Unione Sovietica. Una nazione che portava avanti le sue istanze economiche a suon di bombe: ma questo non interessava, perché i guerrafondai sono gli americani, non coloro che hanno innescato due guerre mondiali. Anche se bombardava gli stati più deboli, l’URSS era appoggiato dalla gente che oggi si è trasformata in Grillo, le istanze sono sempre le stesse.

E allora preservare le radici e il provincialismo dei poveri, osteggiare la ricchezza e il modello americano, diventano degli ideali di vita per molti europei. Mi spiegate come in queste condizioni, quando devi convinvere con un cancro del genere, puoi fare competizione con le altre nazioni che invece fanno di tutto pur di arricchirsi?

La Cina è diventata come gli Usa, ormai è evidente, segno che il capitalismo è lo stadio successivo dell’evoluzione dell’economia, non una cosa che in qualche modo è legata agli americani. Gli americani non sono i nemici e tutte quelle volte che pensate che lo fanno per il petrolio, che non sono mai sbarcati sulla Luna o che la Francia e la Germania prestano i soldi alla Grecia per guadagnarci con gli interessi lo state facendo per questo odio bieco e cieco che avete contro il progresso.

La Grecia ha votato no perché si aspetta l’instaurazione di un nuovo modello economico basato sul socialismo. Questo modello è già stato in vigore per molti anni e ha fallito. Lo vedete dallo stato in cui sono state ridotte nazioni come Repubblica Ceca, Jugoslavia, Albania, Romania, Cuba, Corea del Nord o, in maniera ancora più diretta, la Germania dell’Est rispetto alla Germania Ovest. Non c’è una nazione in cui il modello socialista ha trionfato, matematicamente fallisce.

E fallisce perché blocca le cose più importanti dell’essere umano: il talento, l’iniziativa privata e solitaria, il genio, la voglia di fare e l’ambizione.

A questo punto non penso di poter far altro per aiutare il mio continente, devo rassegnarmi a convivere con il cancro socialista. Anche perché ho notato che, perlomeno sulla base delle mie indagini empiriche, chi è più affetto dal “cancro” guarda caso è anche chi lavora meno, ovvero chi si prodiga meno per cercare di favorire l’instaurarsi delle condizioni di benessere.

La gente in Grecia ha votato no perché i greci, come gli europei, in larga parte vivono per osteggiare il modello capitalista e si augurano, ora come in passato, che vinca il socialismo. A costo di ridurre alla fame e alla povertà masse di persone.

Ma il punto è proprio questo: state credendo a un’utopia, perché semplicemente, come insegna la storia, non esiste un modello economico alternativo a quello democratico/capitalista. Spero che adesso sia chiaro che votare per Grillo o Salvini equivarrebbe a ricreare in Italia le stesse condizioni della Grecia.