Perché i politici rubano di più quando c’è la crisi economica

Come se vivessero con il preciso scopo di affossare il più possibile i loro stessi cittadini, i politici sembrano essere ancora più ben disposti al latrocinio in quei periodi di crisi economica. Se ci fate bene caso è quello che succede in Italia e in Grecia, ovvero le nazioni oggi più disastrate, dove l’insoddisfazione della gente è ai massimi livelli e dove tutto questo ha consentito la risalita di movimenti politici che altrimenti non esisterebbero come M5S e Syriza.

Nei momenti di crisi economica, infatti, la gente è sempre più disperata e tende a dare la colpa a chiunque. Non ragiona sul fatto che in momenti di difficoltà serve più impegno e serve più lavoro. Addossa, piuttosto, le colpe agli altri, aggravando ulteriormente la situazione. E naturalmente il principale capro espiatorio sono i politici.

Le trasmissioni televisive, in crisi anch’esse per la conseguente riduzione del mercato pubblicitario, assecondano il volere della gente, e alterano la realtà in modo da soddisfare i più facinorosi e quindi fare più ascolti. Più facinorosi ci sono e più ore di trasmissioni di questo tipo vengono prodotte. La gente, quindi, finisce per convincersi di una realtà che non esiste.

E, peggio ancora, si scoraggia, e finisce per non lavorare più. Da una base di partenza che poteva avere una sua razionalità, anche se dipendeva da fattori differenti rispetto a quelli additati dalla gente, si crea quindi una situazione completamente malsana e slegata dai fatti reali. Che va a peggiorare continuamente, fino a portare al collasso totale.

Pochi rimangono a impegnarsi, “a portare avanti la carretta”, mentre tutti gli altri cominciano a schierarsi contro i valorosi. Come dei Cristi circondati dalla gente che li flagella portano la croce, ma fin quando possono resistere? È inutile che vi dica che Renzi è Cristo in questa trasposizione metaforica e il M5S i flagellatori.

È per questo che a mio modo di vedere alle prossime elezioni Renzi avrà quasi tutti i consensi, ovvero prenderà la quasi totalità dei voti. Perché la gente si lamenta, ma alla fine ragiona, proprio all’ultimo istante prima di entrare nell’urna elettorale. A meno che non prevalga la sfiducia, e allora sarà la fine, precisamente la fine della democrazia. Che cadrà fra scroscianti applausi, come diceva qualcuno.

Insomma, se la gente non inizierà ad aprire gli occhi ce la passeremo sempre peggio. Soprattutto se continuerà a dare insensatamente la colpa agli altri. I politici rubano sempre e hanno sempre rubato, ma quello della crisi economica non è il momento migliore per farli fuori. A meno che non vogliate l’avvento della dittatura e la definitiva morte della democrazia, e a quel punto vi rimando a quest’altro articolo.