Non puoi scegliere la strada del male

“Siamo in democrazia e quindi dobbiamo avere la possibilità di scegliere anche la strada del male, qualora lo volessimo”, lo diceva un conduttore televisivo in una stupida trasmissione politica di qualche giorno fa. Si parlava in studio di droghe, con la possibilità di legalizzare la marijuana e altre droghe leggere. Insomma, per lui, pur sapendo che drogarsi è la strada del male, la gente ha il diritto di poter scegliere quella strada.

Qui non mi interessa tanto il discorso della legalità delle droghe leggere, ma il principio della “legittimità” a scegliere la strada del male. Anche perché, secondo me, quel conduttore ha usato tali parole per esprimere un concetto più generale. Basta con il buonismo, basta con la crescita della società occidentale anche in senso economico, basta con la fiducia nei principi della cultura moderna. Dobbiamo poter aver il diritto di scegliere di fare un passo indietro e di scegliere la strada del male.

No, non è così. Non puoi farlo caro mio o, se lo fai, sappi che lo stai facendo con le stesse colpe che ha chi sta infrangendo una legge. Semplicemente perché ci sono tante persone al mondo che convintamente perseguono sempre la strada del bene. Per ogni scelta che fanno, per ogni decisione presa, anche la più spicciola e quotidiana, loro ragionano prima di fare il passo successivo e valutano tutte le ipotesi e le possibili conseguenze, scegliendo sempre, quasi automaticamente, la strada del bene.

Non è un diritto che ti puoi arrogare dunque, scegliere la strada del male. Perché è come se sottraessi qualcosa a qualcuno che, invece, in nome del principio dell’evoluzione e della crescita della specie, punta a comportarsi sempre in modo da favorire tutti, la società nel suo insieme, e non solo sé stesso.

Insomma, la strada del male è da considerarsi sullo stesso piano dell’illegalità, anche in tutti i quei casi in cui la cosa non è codificata dalla legge dello Stato. Mi meraviglia pertanto chi difende a spada tratta la legge e poi, magari, al lavoro maltratta un collega o usa degli escamotage per guadagnare posizioni a suo scapito, riuscendoci perché quell’altro semplicemente non vuole percorrere la strada del male. E mi meraviglia ancora di più chi si dice fermamente convinto dei precetti religiosi e poi li usa per discriminare altri che per qualche motivo sono esclusi dalla cerchia religiosa, come gli omosessuali o chi appartiene a un’altra razza.

Dovrebbe esserci un’educazione a non scegliere mai, in nessun caso, anche e soprattutto quando è incredibilmente facile, la strada del male. La gente deve pensare che è suo compito rispettare gli altri, anche se loro non fanno, apparentemente, niente per essere rispettati.

Non dire che la democrazia e la libertà hanno fallito, se poi scegli la strada del male. Se falliscono è perché ci sono persone che scelgono la strada del male. Non puoi, ovvero, dare un giudizio su una conseguenza di una tua scelta.

Viviamo in una società ormai incredibilmente avanzata, in cui tutti gli esseri umani devono essere dei Superuomini nel senso dato da Nietzsche. Tutti devono capire autonomamente, e senza suggerimenti, cosa è giusto al di là del contesto che li circonda, e perseguire sempre quel giusto. Ne abbiamo parlato anche qui.