Messi, il giocatore più forte nella storia del calcio è autistico

Non può essere diversamente. Quello che ha fatto ieri nella Semifinale di Champions League, e che ha esaltato tutti i fan del gioco del calcio, dimostra che in qualche modo sul terreno di gioco Messi è in grado di anticipare la contromossa del difensore e trovare quindi un modo per spiazzarlo e aggirarlo.

Messi non è un giocatore normale: non ha un cervello paragonabile a quello degli altri giocatori, e lo stesso si può dire del suo fisico. E, difatti, già in passato molti hanno parlato del suo presunto autismo. Anticipato un paio di anni fa dal fuoriclasse del calcio brasiliano Romario, l’autismo di Messi sarebbe confermato, secondo chi lo conosce bene, anche dal suo atteggiamento fuori dal campo.

Distratto e infastidito fuori dal campo, quanto concentrato ed esaltato nel momento in cui si trova dentro il rettangolo verde. Messi è disorientato quando le cose non gli vanno bene e il suo sguardo perso nel vuoto mette i brividi, fa paura. E invece quegli occhi diventano sognanti e rivelatori quando la butta dentro, ovvero quasi sempre.

“Bayern Monaco e Barcellona si equivalgono ma se il piccoletto decide di far finire la partita, allora la partita finisce”, aveva detto tempo fa Pep Guardiola, l’ex-allenatore di Messi proprio al Barcellona e adesso mister del Bayern Monaco che, malauguratamente per lui aveva dunque azzeccato in pieno il pronostico.

Il suo malessere sembra confermato anche dalle continue crisi di vomito. Le immagini che lo vedevano sul punto di vomitare durante i match hanno fatto il giro del mondo. E Messi ha scelto proprio l’Italia, il Friuli, per curarsi, visto che si è fatto vedere da un noto nutrizionista che pare sia riuscito a risolvere il suo problema.

Che anche il vomito sia legato al suo non essere di questo pianeta? Nessuno può saperlo: noi, nel frattempo, ci rivediamo il fantastico gol di ieri (al secondo 3:24 del seguente video, ma vedetelo tutto perché potete così ripercorrere l’intera partita).