M. Night Shyamalan torna ai fasti de Il Sesto Senso con The Visit

Incredibilmente coinvolgente e simbolico, come il meglio del suo cinema. È così che potremmo definire il nuovo trailer di The Visit, il prossimo film del regista di origini indiane M. Night Shyamalan in uscita a settembre. Come da tradizione per il cinema di Shyamalan, The Visit dà allo spettatore la sensazione di assistere a un qualcosa che nell’arco della narrazione viene completamente ribaltato, conferendo a un certo punto un significato anche diametralmente opposto rispetto a quello originariamente percepito.

thevisit

Con questo stratagemma Shyamalan, che oggi è un regista terribilmente sottovalutato, riesce a conferire un pathos tutto particolare ai suoi film, immergendo in un’atmosfera apparentemente sognante e paradisiaca i peggiori incubi e i mostri più raccapriccianti del passato dei protagonisti.

Alcuni suoi film andrebbero ripresi e riscoperti, analizzati con più calma. Al di là de Il Sesto Senso, che appunto introduceva questa impostazione per cui i minuti finali del film andavano a ribaltare il significato costruito nel 95% dell’opera, The Village, Signs o E Venne il Giorno sono film da valutare con grande calma e accortezza, perché includono dei rimandi molto più profondi rispetto a quelli che possono emergere a una prima distratta visione.

The Village, un film che fa credere allo spettatore di vivere una certa epoca storica, quando invece si è in un’altra. Signs, un film apparentemente di fantascienza che invece nasconde una straziante storia di improvvisa mancanza di sentimenti. E Venne il Giorno, ingiustamente e ignobilmente bersagliato dalla “critica”, in cui il destino meteorologico della terra è legato all’instabilità nel sentimento di una giovane coppia.

Questo spiazzare lo spettatore, e quindi contemporaneamente coinvolgerlo nell’interpretazione, aumenta a nostro modo di vedere le cose l’immedesimazione nella storia in una maniera che non ha precedenti nella storia del cinema. Shyamalan si conferma incredibilmente coerente con sé stesso (forse fin troppo, perché il finale che ribalta tutto rischia oggi di diventare prevedibile, dopo tutti questi tentativi), e non solamente per quanto riguarda la storia, ma anche per lo stile di ripresa e di narrazione. I mostri più agghiaccianti, gli incubi più insuperabili e le paure più angoscianti sono tutte cose riprodotte con una fermezza e una puntualità che ha quasi dell’ossessivo.

Come spesso accade nei film di Shyamalan, in The Visit i protagonisti sono due bambini, che vengono lasciati dalla madre, che sta per andare in vacanza, ai nonni. Ma i due adolescenti si accorgono presto che nella grande magione di campagna dei nonni stanno accadendo delle cose altamente disturbanti e apparentemente incomprensibili. I nonni li obbligano a non lasciare la casa dopo le 9:30 di sera, ma i due si accorgono che è necessario indagare per la loro stessa salvaguardia. Ma siamo sicuri che stiano assistendo a qualcosa di reale o la realtà, come al solito, è diversa dalle apparenze?