Le 10 cose su Star Wars che devi conoscere

Gli Ultimi Jedi

L’Episodio VIII in inglese si chiama The Last Jedi, ovvero non è determinato se si tratti di un unico Jedi, di due o di diversi Jedi. Nei forum gli anglofoni, infatti, si meravigliano che il titolo nelle altre lingue europee sia declinato al plurale. Che Disney abbia pensato a questa indeterminazione per creare mistero su chi siano effettivamente gli ultimi Jedi? Quindi, non uno solo, Luke, ma altri che rischiano di rappresentare la fine degli Jedi, e del Lato Chiaro. Per la prima volta, inoltre, il titolo di un Episodio è stato suggerito nella descrizione di apertura tipica degli Star Wars: le parole “the last Jedi”, infatti, erano presenti nel testo di apertura de Il Risveglio della Forza. In quel caso si riferiscono al solo Luke.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Di chi è figlia Rey?

Si fa un gran parlare delle origini di Rey perché l’Episodio VIII sembra avere una struttura molto simile all’Episodio V, L’Impero Colpisce Ancora, dove Darth Vader rivelò a Luke Skywalker di esserne il padre a circa 3/4 dello svolgimento del film. Alcuni fan si aspettano qualcosa del genere anche per Gli Ultimi Jedi. Secondo alcuni Rey sarebbe figlia di Luke o di Obi Wan Kenobi, ma così non può essere. Per quanto è stato raccontato negli Episodi I, II e III gli Jedi possono amare ma l’attaccamento è proibito. Il sentimento tra Anakin e Padme è ostacolato, e anzi questo vincolo è alla base del passaggio di Anakin al Lato Oscuro. Il tema musicale principale dell’Episodio II, infatti, si intitola proprio “Amore Proibito“, e si riferisce ovviamente al sentimento tra Anakin e Padme. Per poter avere un figlio, dunque, Luke o Obi Wan avrebbero dovuto violare il codice degli Jedi. E’ più probabile che Rey sia figlia di Han Solo e Leia Organa, e questo giustificherebbe la Forza che è in lei in versione così potente (essendo discendente diretta di Anakin Skywalker). Inoltre, stabilirebbe una coppia parallela a quella formata da Luke e Leia: così come sono due fratelli questi ultimi anche nella serie moderne due fratelli sarebbero i protagonisti, e quindi Rey e Ben, Kylo Ren, il che si sposerebbe bene al contesto da fiction tipico di Star Wars. Ma è ancora più probabile che Rey non sia figlia di nessuno: in fondo, perché dovrebbe essere specificato questo aspetto? Nell’Episodio VII si dice che qualcuno l’ha abbandonata a Jakku, ma perché dovrebbero proprio essere i genitori in fin dei conti?

Come è andato l’addestramento di Luke?

L’addestramento di Rey nella prima parte del film Gli Ultimi Jedi sul pianeta Ahch-To è speculare all’addestramento di Luke a Dagobah in cui il maestro era Yoda. Il vecchio Maestro Jedi era colpito da quanto Luke fosse avventato e si spaventava che potesse avere lo stesso tragico destino del padre, Anakin. Qui Luke è invece terrorizzato dalla potenza dei poteri di Rey, dicendo di non aver mai visto niente del genere.

Tanti cambi alla regia

Recentemente Disney ha annunciato un cambio alla regia per quanto riguarda l’Episodio IX. Se inizialmente aveva pensato a Colin Trevorrow, regista di Jurassic World, proprio alla vigilia dell’uscita dell’Episodio VIII ha annunciato che sarà J. J. Abrams il regista dell’Episodio IX, ovvero colui che si è occupato dell’Episodio VII. Questo può essere un indizio preoccupante per la resa finale dell’Episodio VIII: perché Disney non ha affidato l’Episodio IX allo stesso regista dell’Episodio VIII, Rian Johnson? Forse perché non è soddisfatta del risultato finale del nuovo film? Perché tornare sui suoi passi, e affidare l’Episodio IX al regista di un film, Il Risveglio della Forza, che ha sì guadagnato tantissimo ma che allo stesso tempo è stato molto criticato per la sua eccessiva somiglianza con la vecchia trilogia, al punto da essere stato bollato come “remake” da molti. Non è la prima inversione di rotta per Star Wars da quando lo ha rilevato Disney: Rogue One, infatti, è stato rifatto nelle sue componente principali sostanzialmente alla viglia dell’uscita. E anche per il film dell’antologia di Star Wars dedicato ad Han Solo si è deciso di cambiare il regista: se inizialmente avrebbero dovuto occuparsene Phil Lord e Christopher Miller, successivamente il film è stato affidato a Ron Howard. Si ha la sensazione che Disney lasci sì libero ogni regista di portare avanti il proprio progetto, e relativa sceneggiatura, pur rispettando però certi paletti per quanto riguarda una storia già delineata e toni che non devono essere troppo differenti da quelli stabiliti da chi tira realmente le fila del progetto, e che potrebbe corrispondere ai nomi di Kathleen Kennedy e di Lawrence Kasdan, ovvero i responsabili storici di Star Wars nei ruoli rispettivamente di produttore e sceneggiatore.

Chi è Lord Snoke

Oltre all’identità di Rey, Gli Ultimi Jedi deve chiarire bene chi è Lord Snoke, che nel film precedente si era visto fugacemente sotto forma di ologramma. Questo personaggio è realizzato tramite tecnica di motion capture e appare quindi in grafica renderizzata, con l’interpretazione originale che viene fatta dallo specialista di questa tecnica, Andy Serkis, che ha già prestato le sue movenze per la realizzazione di Gollum e di Cesare, per quanto riguarda Il Pianeta delle Scimmie. C’è chi dice che Snoke possa essere Palpatine o Darth Vader, ma è in entrambi i casi è impossibile visto che si tratta di personaggi ormai deceduti. Gli sceneggiatori potrebbero aver pensato a un salvataggio di qualche tipo di Lord Sidious in seguito allo scontro con Anakin in Episodio VI. Dal trailer, inoltre, sembra che Snoke sia ringiovanito rispetto all’Episodio VII: che Sidious abbia trovato un modo per salvarsi o per ringiovanire progressivamente? Bisogna poi aggiungere che se dalla parte del Lato Chiaro la nuova trilogia rappresenta un ritorno dei personaggi classici di Star Wars sembra strano che dal Lato Oscuro non sia stato fatto altrettanto. Una presenza completamente nuova è altrettanto improbabile: se questo Snoke è talmente potente perché si è tenuto così tanto nascosto durante le vicende degli episodi precedenti? Allo stesso tempo, lo stesso Serkis ha in passato dichiarato in certe interviste che Snoke è un personaggio nuovo, mai visto nel passato di Star Wars. Alcuni sospettano che possa trattarsi di Darth Plagueis, il Maestro dello stesso Palpatine citato nell’Episodio II. Ma anche in questo caso non si tratta di un’ipotesi sostenibile, perché lo stesso Lord Sidious ammise in quello stesso film di aver ucciso il suo Maestro. Ne Gli Ultimi Jedi Lord Snoke è protetto dalle sue Guardie Pretoriane, dei cavalieri in rosso che sembrano molto arcigni da affrontare.

Perché il colore rosso?

Mentre in passato Star Wars è stato accostato alle tonalità bianco e nero, anche per quanto riguarda le copertine, perché rappresentano rispettivamente il Lato Chiaro e il Lato Oscuro della Forza, qui prevale il rosso. Succede in tutto il materiale promozionale diffuso prima dell’uscita e nella stessa copertina ufficiale. Ci sarà una scena molto spettacolare sul pianeta minerario di Cait, dove si trova la nuova base della Resistenza stabilita dal Generale Leia Organa, in cui dei caccia sprigionano dei fumi di colore rosso, quasi a dare l’idea che il pianeta stia sanguinando. Questo tema viene ripreso nella copertina, dove il rosso generato dai caccia si incontra con il rosso della parte superiore, che in qualche modo sembra essere legato a Luke e agli altri personaggi: che si voglia stabilire una correlazione? Disney vuole suggerirci che qui c’è una vita di mezzo tra bianco e nero, una nuova entità intermedia tra Lato Chiaro e Lato Oscuro con cui fare i conti?

Luke è buono o cattivo?

Nel teaser trailer originale si vedeva un libro con l’effigie dei Jedi. Libri del genere in Star Wars non se ne sono mai visti, perché la conoscenza viene tramandata tramite ologrammi o altri tipi di sistemi informatici. Insomma, sembra che si abbia a che fare con qualcosa di molto più ancestrale. Sembra che Luke, incapace di risolvere lo scontro che si è venuto a creare tra Rey e Kylo Ren, voglia ricorrere a qualcosa di più antico rispetto al dualismo tra Lato Chiaro e Lato Oscuro, ovvero al potere dei Jedi Grigi. Non starebbe né da una parte né dall’altra, e questo consentirebbe ai fan di scoprire qualcosa in più rispetto alla genesi del conflitto. Secondo un’altra teoria la posizione in cui Luke è collocato nella copertina de Gli Ultimi Jedi solitamente sarebbe riservata a Darth Vader o, comunque, al cattivo: il che lascerebbe intendere una condotta non proprio cristallina da questo momento in avanti per Luke.

I Fantasmi della Forza

Nei precedenti Star Wars si è parlato molto dei Fantasmi della Forza, ovvero la nuova essenza in cui si sono trasformati Yoda, Obi Wan Kenobi e Anakin Skywalker dopo le rispettive morti. Obi Wan si è tramutato in fantasma già nell’Episodio IV, e lo stesso destino è toccato a Yoda e ad Anakin nell’Episodio VI. Inoltre, nella solenne parte conclusiva dell’Episodio III, George Lucas rompeva un po’ il ritmo proprio per introdurre la giustificazione ai Fantasmi: si disse che Qui-Gon Jinn aveva sviluppato una nuova tecnica che avrebbe consentito agli Jedi di continuare ad essere in qualche modo presenti, e ancora guide per le giovani leve, proprio sotto forma di fantasmi. Del resto, Obi Wan in Una Nuova Speranza si lasciava uccidere da Vader in maniera volontaria, proprio per acquisire questo grande potere conferitogli dall’essenza da fantasma e dall’immortalità. Tanto spazio a queste spiegazioni per niente? E’ possibile che i nuovi sceneggiatori ignorino totalmente questo aspetto? Oppure in Episodio VIII torneranno, come per altro si vociferava qualche tempo fa, Yoda, Obi Wan e Anakin come Fantasmi della Forza a guidare Luke?

La musica

Per l’ottava volta la colonna sonora di uno Star Wars viene assegnata a John Williams: ovvero, il famosissimo compositore multi-Premio Oscar ha realizzato le musiche di tutti i film della serie principale. Negli anni ’70 risultava innovativo avere un tema differente a seconda del personaggio o della situazione: nei vecchi Star Wars, infatti, c’era il tema di Leia, quello di Luke/della Forza, la Marcia Imperiale legata al Lato Oscuro. Anche per la nuova trilogia ci sono temi specifici per i protagonisti Rey e Ben, oltretutto udibili anche nel trailer.

Star Wars Clone Wars e Star Wars Rebels

Forse non tutti sanno che Lucasfilm negli ultimi anni ha realizzato delle serie TV, che si possono vedere attraverso servizi come Netflix,  che rivelano molti altri dettagli sull’universo di Star Wars. La saga, infatti, ha una storia articolata come un romanzo fantasy o, appunto, una lunga serie televisiva, e non è possibile raccontare tutto, far capire le sfaccettature di ogni personaggio o le ripercussioni politiche di tutte le decisioni, servendosi solo dei film. Clone Wars, nello specifico, si colloca cronologicamente tra i film prequel L’Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith, ricoprendo un periodo di tre anni, ed è stata preceduta da un film omonimo che costituisce l’episodio pilota della serie. Complessivamente si compone di 6 stagioni, delle quali le prime 5 presentano 22 episodi e la sesta 13 episodi. I protagonisti principali sono i Jedi della Repubblica, in particolare Anakin Skywalker, Obi-Wan Kenobi, la giovane Padawan di Anakin Ahsoka Tano, Yoda e Mace Windu, impegnati ad affrontare la minaccia dei Separatisti per difendere la galassia. Gli antagonisti principali sono Darth Sidious, il Conte Dooku, la sua sicaria Asajj Ventress (già apparsa nella serie dell’Universo espanso Clone Wars), e il Generale Grievous. Per quanto riguarda Rebels, invece, è ambientata cinque anni prima dell’Episodio IV: Una Nuova Speranza, e quattordici anni dopo La Vendetta dei Sith, la serie si svolge durante un periodo in cui il tirannico Impero Galattico domina nella galassia e dà la caccia agli ultimi Cavalieri Jedi, mentre una nascente ribellione contro l’Impero sta prendendo forma. Lo stile visivo di Rebels è ispirato al concept art della trilogia originale ad opera di Ralph McQuarrie. Si compone di quattro stagioni, delle quali la prima e la quarta sono strutturate in 15 episodi e la seconda e la terza in 22. Ci sono anche quattro cortometraggi che precedono la prima stagione. Si tratta di contenuti che possono aiutare ad anticipare alcuni dei temi dei nuovi film, ma allo stesso tempo questi ultimi devono essere in grado di sostenersi da soli. Lo spettatore non deve, insomma, avere bisogno di guardare altro per capirne i concetti principali. Non solo i film della serie principale devono sostenersi indipendentemente agli altri contenuti del canone, ma questo vale anche per gli spin-off. Insomma, il senso narrativo della serie principale riguarda solo la serie principale.