La lite tra Sarri e Mancini e Quelli che il Calcio

Si è parlato ovunque della lite tra Sarri e Mancini durante la partita di Coppa Italia tra Napoli e Inter che ha decretato il passaggio del turno dei neroazzurri. Sarri ha dato del “frocio” a Mancini e questi ha denunciato la cosa nelle interviste a margine del match. L’allenatore del Napoli per questo motivo è stato, giustamente, squalificato per due giornate per “offese generiche” non essendo Mancini omosessuale.

Sarri e Mancini

Il fatto ha scatenato gli italiani (e non solo) che, come ormai spesso accade, hanno inondato dell’argomento le bacheche dei social. E ci divertiremo molto a Quelli che il Calcio, visto che Ubaldo Pantani già da qualche settimana imita (con grande successo) Sarri. Starà sicuramente pensando a una serie di trovate per “celebrare” l’avvenimento, ovviamente supportato come sempre dalla Gialappa’s Band. Insomma, se non sbaglio le mie previsioni, quella di domenica sarà una puntata di Quelli che il Calcio memorabile.

Detto questo mi preme sottolineare come gli italiani abbiano ormai perso il senso della giustizia. Secondo me dopo aver attribuito una connotazione sbagliata alla vicenda Berlusconi, ormai vedono tutto al contrario. Vivono come in una bolla e questo impedisce loro di rimanere a contatto con la realtà. Lo dico perché in molti si lamentano di eccessivo “buonismo” in questa vicenda, come se bacchettare Sarri sia eccessivo, addirittura sbagliato.

Un allenatore di calcio dovrebbe essere un esempio per tutti, non può offendere durante una diretta TV. Basta, non ci sarebbe altro da dire. E invece ecco quelli che difendono Sarri e accusano Mancini di aver provocato. E non mancano di attaccare nemmeno la TV e il “buonismo eccessivo” che trascura il fatto che di situazioni come queste la vita reale è letteralmente piena. Personalmente, però, io ho bisogno che le istituzioni difendano dei valori, facciano contare la forza del broadcasting per spingere le cose dalla parte giusta.

È lo stesso discorso delle polemiche agli Oscar per la mancanza di nomination di attori neri. “È una polemica pretestuosa”, ti dice l’italiano medio, senza avere una chiara visione sul fatto che negli Usa si denuncia qualsiasi violazione del principio della tolleranza, anche minima. Ti fanno tutti quei ragionamenti strani del razzismo al contrario, non vedendo ancora una volta la semplice verità: sono loro a essere intolleranti e razzisti, e si rifiutano a ragionare anche sulle cose più semplici perché questo sconvolgerebbe il loro panorama culturale.

E allora in Usa si usa il principio dello “sparare alto per ottenere il minimo”, semplicemente perché è un modo per accendere il dibattito. E discutere non ha mai fatto male a nessuno, anzi a volte ha consentito di trovare delle soluzioni. In tempi di democrazia è l’unica arma che abbiamo per far valere la giustizia.