Italiani popolo più ignorante: vivono in una realtà che non esiste

Vinciamo l’ennesima classifica negativa secondo l’ultimo sondaggio Ipsos riportato dal Guardian. Gli italiani hanno una percezione quantomeno “personale” rispetto a ciò che accade nel mondo, e soprattutto nella loro nazione. Dimostrano, infatti, di essere i più ignoranti riguardo ai reali fenomeni di immigrazione, discriminazione e integrazione culturale.

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Credono, infatti, che nel paese ci siano più musulmani rispetto a quanto effettivamente ce ne sono, di essere circondati da immigranti e di essere quasi tutti disoccupati. Sovrastimano i reali fenomeni, che secondo le statistiche sono molto meno estesi rispetto alla percezione. Gli italiani non si regolano sulle reali dimensioni dei fenomeni di immigrazione della società moderna e drammatizzano oltremodo fenomeni che invece sono più contenuti.

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Gli italiani ritengono che il 30% della popolazione sia composta da immigrati (in realtà è il 7), che il 20% siano musulmani (sono appena il 4), che i più anziani di 65 anni siano il 65% della popolazione (sono in realtà il 21) e che i disoccupati siano il 49%, contro il 12% della rilevazione statistica reale.

Naturalmente l’indiziato numero uno per questo drammatico risultato è il sistema di informazione nazionale. I nostri programmi televisivi sono strutturati in modo da fare ascolti sfruttando la disperazione di una parte della popolazione, avvalorando la propria concezione del mondo, ovvero che tutto sia un disastro. Programmi scandalistici, che ignorano la realtà e che puntano tutto sulla spettacolarizzazione del dramma. E mi riferiscono ai vari Le Iene, Striscia la Notizia, Report.

Perception_MUSLIM Perception_CHRISTIANNon si capisce se siano programmi comici, di inchiesta o di spettacolo puro, fatto sta che forniscono una visione della realtà che semplicemente non esiste. Realtà che, oggi, è incredibilmente frastagliata e che non può essere più recepita nella maniera corretta dalla televisione, ma solamente rifacendosi a internet e leggendo contenuti provenienti da diverse parti e prodotti da giornalisti di culture differenti. Il modello di business della TV non può più seguire la realtà e deve puntare sull’esagerazione del dramma e sulla rappresentazione inaccurata della realtà per poter essere ancora competitivo sul piano economico.

Ma la sovrastima dei fenomeni di immigrazione e di integrazione sociale è una realtà che il sondaggio Ipsos rintraccia in tutte le altre nazioni europee, e anche oltreoceano. Non è presente come in Italia, ma anche all’estero insomma si ha più paura di quello che sta succedendo rispetto alle reali dimensioni dei problemi. Tutto questo nasconde, pertanto, un problema ancora più grave di quello della malainformazione. Ovvero, l’intolleranza verso le diversità e le culture straniere.

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Insomma, come al solito il vero dramma del paese è un altro: l’Italia è la nazione più razzista fra le nazioni razziste. E, ed è forse questo il dato peggiore, mentre all’estero si fanno progressi nell’integrazione, e gli immigrati cominciano a poter contare su posizioni lavorative anche di un certo livello, in Italia rimangono sempre emarginati, ed esclusi dalla parte della società che decide e dalle posizioni di rilievo.

Gli italiani non sono riusciti a colmare le distanze culturali e sociali tra una regione e l’altra, con i vari luoghi che differiscono tra di loro in maniera drastica per lo stile di vita, il rapporto con lo Stato e con l’imprenditorialità, anche per la lingua, figuriamoci se potranno riuscire in breve tempo ad assorbire lo stravolgimento che si sta verificando a proposito di mescolanza tra le diversità.

In Italia oggi si avverte un malessere sociale sempre più forte. Più ignoriamo, o facciamo finta di ignorare, come sta cambiando il mondo, e più tale malessere risulterà accentuato.