Italia: perché il costo della vita è così alto e perché le donne se la tirano

italiane
Uno degli YouTuber di maggior successo nell’ultimo periodo è Lambrenedetto. Si tratta di un volgare e semplicistico emigrato in Germania che, evidentemente, nonostante il cambiamento, ha ancora il dente avvelenato contro il bel paese, e continua a sfornare video in cui critica questo o quell’aspetto della società italiana. I suoi ragionamenti sono estremamente banali e molto spesso non sono basati su dati concreti ma, anche sulla base della mia esperienza personale, o sull’esempio di un altro blog simile, quello di Uriel Fanelli, non riesco a fare a meno di pensare che un fondo di verità ci sia.

Questi personaggi sentono un po’ come una “liberazione” aver abbandonato l’Italia e ce l’hanno con qualcuno per essere stati costretti a farlo. Nei video di Lambrenedetto si capisce bene quali siano le ragioni economiche che stanno, purtroppo, rendendo insostenibile la permanenza in Italia a sempre più persone. Gli stipendi italiani sono molto bassi e il costo della vita è in vertiginoso aumento, soprattutto nelle regioni settentrionali. Insomma, sembra che ci siano meno risorse e che la gente abbia imparato a sgomitare, e a farlo bene, per sovrastare gli altri e accaparrarsi quel poco che è rimasto. E questo rende la vita quotidiana incredibilmente difficile.

Nel primo dei due video che riportiamo in questa pagina, Lambrenedetto fa vedere le differenze in termini di ordine e di pulizia fra due stazioni ferroviarie lungo il confine tra Svizzera e Italia. La prima pulitissima e la seconda, benché molto vicina, ampiamente degradata. Si potrebbe iniziare a discutere del problema della pubblica amministrazione, mai solerte in Italia e capace di dare sempre la sensazione che quanto versato dai contribuenti non venga mai speso nella maniera opportuna, anche per un certo disinteresse e mancanza di voglia di lavorare da parte di questi signori che prendono soldi dallo stato, e che quindi hanno lo stipendio per sempre garantito.

Ma è l’altro video che vi propongo, Perché le donne se la tirano, che ha attirato maggiormente le mie attenzioni. Mi rendo perfettamente conto che è molto approssimativo e fatto per essere soprattutto disturbante, ma allo stesso tempo mi sento di dar ragione a Lambrenedetto. Le donne italiane sembrano aver perso quel piacere nel far sesso, vedendo tutta la dimensione sessuale come un’opportunità di crescita sociale. La cultura che sta alla base della società italiana, che è ancorata a due pilastri che in altri contesti diremmo irrimediabilmente appartenenti al passato, ovvero cattolicesimo e comunismo, ha creato nel corso degli anni dei disequilibri importanti.

Le famiglie italiane hanno inculcato alle giovani ragazze l’ottica del “buon partito”. Secondo la nostra religione, insomma, le ragazze non devono mai concedersi fin quando trovano l’uomo della loro vita, colui che le può aiutare a introdurre, difendere e sostenere un figlio all’interno di una società sempre più competitiva e complicata da vivere. Ecco, dal mio modo di vedere le cose questo può essere descritto con un semplice termine: prostituzione.

È assurdo negare che il sesso sia un qualcosa da fare per provare piacere. È la natura dell’essere umano e cercare di soffocarla non può portare a risultati positivi. D’altra parte se gli accoppiamenti vengono fatti sulla base delle condizioni socio-culturali e degli interessi economici, ovvero facendo rientrare un discorso prettamente di convenienza all’interno di un’esigenza naturale, allora si tratta di una questione di far soldi e di generare ricchezza, ovvero si usa il sesso per ottenere una migliore condizione economica. La natura, d’altra parte, non ragiona in questi termini: due si amano e hanno voglia di far sesso non per una questione di soldi, ma per una questione biologica e cerebrale.

Insomma, è tutto un andare contro la razionalità, che nel corso dei decenni ha portato a quegli squilibri sociali che oggi, purtroppo, sono ben evidenti, e che incidono in termini di capitale umano e di capacità di risollevarsi dalla crisi. Gli italiani oggi odiano tutto dell’Italia, e si odiano gli uni con gli altri. Hanno perso la prospettiva su quello che sta succedendo e accusano ora quello ora questo senza però più capire quali sono le reali cause che hanno portato a questa situazione. E i rapporti tra i sessi sono alla base di alcuni di questi problemi: che senso ha la logica del “buon partito”, che senso ha creare delle famiglie che rimangono infelici per sempre e al cui interno si crea un clima di insoddisfazione che poi incide fortemente sulla crescita e l’educazione del bambino?

Gli italiani sono i peggiori hater. Vige la politica dell’insulto perché gli italiani si sentono legittimati a giudicare, a influire sugli altri e sulle loro vite private. C’è un confronto continuo, una competizione imperante dove io sono sempre superiore a te e tu non puoi fare niente per raggiungermi, a meno di diventare proprio uguale a me. Le diversità non vengono rispettate e la libertà sessuale è vista in senso negativo, come lo sforzo di cercare di arricchirsi e di contribuire al benessere della nazione. Tutti dobbiamo essere uguali, dobbiamo vivere con gli stessi mezzi e nessuno ha diritto di avere più soldi degli altri. Cade, di conseguenza, quel diritto alla libertà che deve essere intoccabile in una società moderna, semplicemente perché, per come si è evoluto l’uomo in regime di democrazia, non si può più rinunciare al semplice “poter essere sé stessi”.

Perché sentite il bisogno di prendervela con questo o con quello? Perché di insultare? Come potete pensare che tutto questo sia normale o giusto? Cercate di lavorare duramente, di impegnarvi e di date un contributo alla società, in modo che l’Italia non sia più una realtà estranea e diversa rispetto al resto del mondo.

Una massa di valutazioni indesiderate che ti danno solo una soluzione per andare avanti in maniera minimamente tranquilla, ignorare tutto e tutti. Forse è veramente ciò che vogliono quelle persone, essere ignorate, perché tanto i loro giudizi, sempre in contraddizione gli uni con gli altri, partono da una base priva di fondamenta.

Gli italiani, dopo aver avuto l’opportunità di poter accusare Silvio Berlusconi di tutto, del suo presunto autoritarismo e addossando su di lui non si capisce bene il perché la responsabilità della crisi, si sentono liberi di poter scaricare le colpe su tutto e tutti. Per prima cosa dovrebbero capire che non c’è niente di risolvibile nel breve termine,  e per seconda cosa dovrebbero riuscire a distinguere le proprie colpe rispetto a quelle degli altri.

Dei disequilibri sociali importanti si sono creati nella nostra nazione e che emarginano sempre più parte delle persone, mettendole nelle condizioni di non poter più esprimere il proprio potenziale e dare quel contributo alla ripresa del paese. Se non vengono risolti allora non sarà possibile iniziare a gettare le basi per la ricrescita.