Italia, ancora 10 anni e sarà la fine

“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale”, lo scrive la London School of Economics, nella persona di Roberto Orsi, italiano emigrato in Gran Bretagna.

Orsi assegna le principali responsabilità alla classe dirigente, ma siamo sicuri che la spiegazione non sia più semplice? Io vedo una povertà culturale impressionante nel nostro paese e una totale incapacità a stare insieme, a fare gruppo, a porre le basi per essere veramente una nazione unita. Il conflitto, l’odio, la discriminazione hanno creato una situazione instabile, che poi ha ripercussioni nette in termini di produttività e benessere.

Concordo con Orsi quando dice che ormai c’è poco da fare. Ma, forse, se si capiscono quali sono le vere cause del problema, una chance c’è ancora. Non guardate sempre ai politici e cercate piuttosto di educare voi stessi: non pensate sempre a insultare il prossimo e a ragionare su come sovrastarlo e sfruttarlo per i vostri fini personali. Forse capirete che le colpe non sono tanto degli altri, ma di noi stessi. Mie innanzitutto…