Hanno preso 80 miliardi di euro e non vorrebbero neanche dare garanzie

Ora, io dell’accordo di aiuti per la Grecia non capisco perfettamente un fatto. Perché la gente pensa che sia di vantaggio alla Germania. Non solo i greci stanno prendendo una quantità pazzesca di soldi, ma non vorrebbero dare neanche garanzie?

Mi sembra del tutto normale che la Germania, la Troika e le altre istituzioni di credito si assicurino che la Grecia individui e applichi le misure giuste affinché questi soldi possano diventare effettivamente produttivi. Ricordiamoci che la Grecia ha già avuto due round di prestiti, una montagna di soldi che è praticamente andata in fumo.

A differenza di altri Stati per i quali l’Unione Europea ha praticato lo stesso trattamento, sembra che la Grecia non riesca a trarre benefici da queste campagne di aiuti e che soffra più di ogni altro la cosiddetta austerity. In più ha dato spazio a un politico comunista sconsiderato che ha messo in piedi un referendum controproducente e artificioso.

Tsipras, infatti, adesso ha raggiunto con i creditori un accordo peggiore di quello paventato nel referendum. Il che è anti-democratico ovviamente, perché si sta completamente aggirando il volere del popolo. È come se quel referendum non fosse mai esistito, il che fa di nuovo riflettere sulla necessità di maggiore democrazia nell’Ue, dove Bruxelles spesso agisce senza dover fare i conti direttamente con il proprio elettorato.

E allora la questione è anche quella del populismo. È come se da una parte ci fosse la gente che riflette e cerca di fare le cose con cognizione di causa e competenza, e dall’altra una massa di facinorosi che si lamentano per ogni cosa. E il bello è che questi facinorosi possono intervenire direttamente sulle questioni più importanti con il loro voto, perché adesso sanno organizzarsi meglio che in passato e incidere, irrazionalmente, sulle politiche di lungo corso. Con un solo risultato, impedire a chi vuole lavorare bene di lavorare bene, rallentando la ripresa economica.

Una quantità di soldi, dicevamo, veramente impressionante, che poteva essere spesa anche in altro modo. Poteva ad esempio essere finanziata una Silicon Valley europea, che avrebbe potuto dare il là a scenari completamente differenti nell’ambito tecnologico. Più semplicemente, sono soldi che potevano finire nelle tasche di nazioni più virtuose, dove sarebbe stato più facile creare le condizioni per la ripresa rispetto a ciò che è la situazione greca. È per questo che quei soldi vanno spesi bene, ed è per questo che la Grecia non può battere i pugni sul tavolo.

Se la situazione è questa è colpa solamente dei politici e dei cittadini greci, che sono poco predisposti all’impegno e al lavoro produttivo. Non dico che può essere giusta una sorta di punizione verso quel famoso referendum, ma bisogna far capire alla gente che il populismo e il complottismo, senza ragionare bene sui fatti politici ed economici, non porta da nessuna parte.

E allora spero che i greci sfruttino bene questo denaro, ridando linfa vitale alle loro banche e strutturando la nazione in maniera competitiva dal punto di vista economico, senza pensare solamente allo sterile assistenzialismo socialista che ormai è chiaramente osteggiato in Europa, anche perché inutile. È ovvio che l’economia riparte, con vantaggi per tutti, se dai i soldi ai più ricchi, mentre se li dai ai più poveri rischi di danneggiare un patrimonio, con conseguenze nel lungo periodo ancora più gravi di quelle precedenti.