Google come companion app della TV

Ho riflettuto a lungo prima di iniziare questo post a proposito della prima parola da dare al titolo dell’articolo. Tra Google e “internet”. Poi, mi è stato chiaro che la scelta migliore fosse proprio Google. Ormai sono quelli i gateway di accesso all’informazione: Google e Facebook, con tutto quello che ne consegue in termini di proliferazione di fake news e compagnia.

Ma non voglio parlare dello strapotere di Google. Quanto fare un piccolo ragionamento su quella che è la “mission” di Speakers’ Corner, una sorta di suo manifesto programmatico. Molti utenti ci seguono ormai con dedizione e probabilmente non hanno individuato il filo conduttore del blog.

Che, indubbiamente, sono le belle ragazze. Pubblichiamo così tanti articoli e foto hot di belle ragazze che non possiamo non ammettere che questo sia il focus principale. Inizialmente, come qualcuno di voi ricorderà, abbiamo cercato di trattare temi più “nobili”, senza però ottenere alcun tipo di ricompensa da Google.

Google invece ci ha premiato sul tema belle ragazze. E’ ovvio che il motore di ricerca voglia essere il più trasparente possibile rispetto alle esigenze della gente: se ci premia su questi argomenti è evidente che una delle cause (ma ce ne sono anche di più tecniche) riguarda proprio il fatto che una moltitudine di persone usa Google, e quindi internet, per cercare immagini sexy di ragazze.

Ma non è l’unico target di Speakers’ Corner, perché vogliamo soprattutto rimanere una sorta di companion app della TV.

Il nostro scopo è quindi quello di fornirvi foto, informazioni e curiosità sui personaggi che vedete transitare sul piccolo schermo. Sicuramente molti di voi avranno avuto l’impulso di andare a cercare su internet, magari tramite il proprio smartphone, qualche dettaglio in più su un personaggio che, magari velocemente, è transitato in TV. Noi vogliamo essere lì, fra questa volontà di cercare e il raggiungimento dell’informazione.

Notiamo che moltissime persone fanno questo tipo di uso della rete: ovvero, la usano come strumento di accompagnamento rispetto alla televisione. Se Speakers’ Corner venisse aiutato maggiormente sul fronte economico (gli introiti legati alla pubblicità veicolata tramite Google sono irrisori, o nulli) si potrebbe pensare di sviluppare delle tecnologie più moderne che siano in grado di sugellare maggiormente questo sodalizio tra internet e TV. Magari delle applicazioni di realtà aumentata, che consentano alle persone di vedere un layer con informazioni e foto sovrapposto rispetto all’immagine televisiva.

Ma Google, oltre che Facebook e Twitter, visti dal punto di vista di companion app della TV credo rappresenti un concetto interessante, da scandagliare ulteriormente, e potenzialmente in grado di portare agli “imprenditori del web” margini interessanti.

Anche perché il fenomeno evidenzia come la TV e i suoi trending topic siano ancora importanti punti di riferimento per la gente, seppure in una forma che vede cedere buona parte dello storico primato al web. Quest’ultimo, adesso, perlomeno condivide con la prima il ruolo di punto di raccolta delle informazioni e, conseguenzialmente, l’aspetto didascalico di formazione del pensiero dei suoi utenti.

Le strategie di comunicazione e di veicolazione delle informazioni sono notevolmente cambiate con i media digitali, e ancor di più dopo che i social network hanno conquistato il ruolo di leader nella formazione del pensiero. Lo studioso di sociologia e di comunicazione non può trascurare questi aspetti, deve capire come sfruttare il web per i propri interessi, non solamente economici. Deve, soprattutto, capire come il web porta la gente a modellare il suo pensiero, a farsi un’idea del mondo e delle cose, della politica. E non è semplice come una volta, perché la TV era più universalmente efficace a trasmettere una visione univoca.

Ho notato, e torno marginalmente a parlare del potere di Google, che il motore di ricerca premia soprattutto i nostri contenuti sulle giornaliste sportive sexy. E per questo che trovate tanti articoli su questo tema. Evidentemente da qualche parte è stata sbarrata (da un algoritmo, non certo da un essere umano) la casella “giornaliste” e poi quella “sexy” in abbinamento a Speakers’ Corner. Chissà perché.

Il risultato è che Google a decidere ormai di cosa deve parlare ogni blog, chi deve dire questo, chi altri deve dire quest’altro. Non possiamo che sottometterci a queste decisioni.

Companion app della TV, è questo che deve essere Speakers’ Corner, poi se si parla di argomenti sexy è meglio. Poi, se scriviamo gli articoli in modo da aiutare Google a capire che noi “siamo i migliori” del settore allora ecco che noi otteniamo ancora più risultati. E noi ci adeguiamo.