Il giornalismo di oggi? Una vomitevole ricerca di scandali inesistenti

Lo scandalo a tutti i costi. Meglio se riguarda la politica e il mondo dell’imprenditorialità. E non importa se è reale. Cercare di assecondare la visione della gente, a prescindere dal fatto se questa corrisponda alla verità dei fatti, e soprattutto alzare i toni. È il modello giornalistico che oggi va per la maggiore in Italia, sia sui giornali che sulla TV, ma che prende sempre più piede anche su internet.

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Riguarda principalmente i fatti di attualità, ma sta diventando un modello sempre più efficace anche trasversalmente. Gli argomenti affrontati con questo piglio sono recepiti positivamente dagli italiani, che ormai non sembrano che attendere altro che lo scandalo, il complotto, l’inveire contro qualcuno.

E tutti i format televisivi sono cambiati di conseguenza. Programmi come Striscia la Notizia o Le Iene hanno assunto uno stile da pseudo-inchiesta, con servizi però pieni di battute, di scherzi più o meno simpatici, di donne poco vestite in certi casi. Nonostante questo assurdo miscuglio, oggi sono fra i programmi più seguiti dalla gente e, naturalmente, gli autori televisivi non hanno interesse a modificarli se raggiungono i propri obiettivi.

I programmi di infotainment come Ballarò e Annozero oggi sono in assoluto i più seguiti. Il che è contradditorio, perché teoricamente dovrebbero essere noiosi programmi di divulgazione politica, oltretutto difficilmente seguibili in alcuni passaggi e per certi versi criptici. Non è così: tutti li possono seguire e tutti si possono anche divertire 😐

Non pensiate che quelli siano programmi di politica. La politica riguarda lo stanziamento di investimenti, le leggi o le strategie per la crescita e per la società. Quelli invece sono solamente contenitori di insulti tra parti politiche avverse, oltretutto avverse non sulla base delle idee ma da secolari contrapposizioni che oggi, semplicemente, non esistono più all’estero. E poi sono programmi pieni di discorsi sulle “alleanze” politiche tipici del nostro paese: partiti che stanno insieme non si capisce per quali scopi e che litigano continuamente sulla base di questi legami. La fiducia, il sostegno dei partiti e le conseguenti avversità sono tutti ragionamenti che non rientrano nel cappello “politica”: sono discorsi privi di valore su questo piano, e invece utili solo a far caciara e a intrattenere la gente.

Ma il modello padre di tutto questo fenomeno è il modello Report. I giornalisti di questa trasmissione non ragionano nel modo che secondo ma sarebbe più corretto, ovvero: è successo un fatto e allora mi metto a indagare. Invece, ragionano così: ho bisogno di soldi, inizio a mettere su un’inchiesta-spettacolo, la porto avanti anche se non scopro niente di concreto e, alla fine, la vendo alla Rai.

Il che sarebbe un ragionamento assurdo se non fosse che gli italiani amano questo tipo di cose, e hanno conferito successo a questa struttura. Il pubblico italiano si è diviso in due: quelli che guardano Report e quelli che non lo guardano, e non sanno neanche cosa sia. Il lunedì quindi ci sono discussioni assurde al lavoro o negli altri luoghi di ritrovo su questa falsa riga: “ma stai vedendo che l’Italia sta collassando?” E l’altro “Perché?” E il primo “Perché l’ha detto Report!”

Ma Report non racconta la realtà, racconta cose sensazionalistiche che servono solo per compiacere un certo pubblico e per alzare i toni, puntando proprio sull’apparente disastro imminente. Ma cosa vuoi che me ne freghi delle oche spennate quando la nostra nazione campa su un modello economico socialista completamente inadeguato? Un modello che non puoi cambiare perché ancora sussiste questa visione anacronistica del mondo e ci sono rapporti di forza che non si possono più scardinare? Un modello che fa soffrire i giovani e che invece compiace sempre più i vecchi?

Ma gli italiani dimostrano di avere gusti “strani” anche in fatto di cinema. Star Wars Episodio VII, uno dei film americani più attesi di sempre, non uscirà il 18 dicembre 2015 come nel resto del mondo, ma nel mese di gennaio successivo. L’unica nazione in cui succederà la stessa cosa? L’Argentina.

Perché in Italia e Argentina questo film esce dopo? Per l’Argentina non saprei rispondere, per l’Italia si. Bisogna lasciare spazio ai soliti film comici, anti-politica e con tante donne svestite. Da una parte si tratta di accordi “politici”, nel senso che si favorisce questo o quel produttore nostrano. Ma è soprattutto l’apprezzamento del pubblico che spinge i produttori a preferire in quella stagione i film italiani dagli incassi facili a quelli internazionali.

Gli italiani vogliono vivere nel loro provincialismo, e non gli interessa entrare in contatto con ciò che avviene dall’estero. Principalmente nel periodo natalizio, dove spengono completamente il cervello, e lo stesso succede in estate, e non gliene frega più niente di ciò che accade nel mondo, anzi vogliono il più possibile separarsi da quella realtà.

E allora ecco che c’è un parallelismo tra gusti televisivi e gusti cinematografici. Gli italiani sono strani, o sono diventati strani. Spero che acquisiscano lucidità su questo e tornino sui loro passi. Prima lo fanno e meglio sarà.