Francesca Barra e Vittorio Sgarbi: se in Italia cerchi di ragionare ti insultano

La bellissima Francesca Barra sta collezionando “cazziatoni” uno dietro l’altro. Parliamo, ovviamente, della trasmissione In Onda, che viene trasmessa tutte le sere verso le 20:35 su La 7. Perché succede questo? Sicuramente per il fatto di essere una bellissima donna, che quindi, secondo l’immaginario collettivo italiano, dovrebbe stare nelle discoteche e sulle spiagge invece di parlare di politica.

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Ma il vero motivo è un altro. In Italia insultare il Governo, completamente a prescindere dai suoi effettivi meriti o demeriti, è uno sport nazionale. Ricordo che era così ai tempi della DC, era così con Berlusconi, è così con Renzi, e sarà sempre così. È come se gli italiani, proprio come i sudamericani o tutte quelle popolazioni in cui ci sono dei caudillos a governare la nazione, non sopportassero di essere comandati da qualcuno. E, a prescindere da chi questi effettivamente sia, lo criticano e lo insultano.

Proprio la “liberalizzazione” degli insulti è un alto grosso problema, contro il quale la Barra ha cercato di schierarsi cercando di porre freno alle solite, inutili e stupide invettive di Vittorio Sgarbi. Da una parte mi ha colpito la tenacia della Francesca: si sa che Sgarbi sragiona e gli piace comportarsi così in TV, quindi il tentativo della conduttrice è per questo doppiamente coraggioso. Dall’altra apprezzo il suo sforzo di far capire agli italiani che questo insulto così gratuito non va bene, ci peggiora come nazione, rende l’Italia un posto invivibile e alla lunga porta la gente a scappare. Avevo già affrontato questo argomento in un precedente articolo.

Insomma, quello che voglio dire è che in quella trasmissione Francesca Barra cerca di difendere il Governo dal complottismo tipico italiano, ma è l’unica ed è accerchiata. Anche perché è coadiuvata da un giornalista che non la aiuta per niente e che anzi sembra osteggiarla sempre e comunque, essendo ciecamente complottista come molti degli ospiti della trasmissione. Caro Gianluigi Paragone, è facile sparare a zero contro tutto e tutti, perché non cerchi di capire cosa vuole in fondo dire la tua spalla nella conduzione del programma?

Chi vuole avere a tutti i costi ragione fa “perno” sulla sua bellezza, quasi come se potesse essere una colpa. Segno che l’ignoranza, piuttosto, sta dall’altra parte, da chi non vuole accettare la parità tra i sessi e chi difende ciecamente la propria posizione politica, senza mai cercare di capire quelle degli altri.

Chi cerca di ragionare e di riflettere puntigliosamente sulle cose viene attaccato ormai, e coloro che alzano la voce, insultano e portano avanti le teorie più strampalate invece hanno la meglio. Ma cosa succederebbe se queste persone si trovassero al Governo? Avrebbero il piglio e la forza di volontà di “fare” veramente le cose? Farebbero cose diverse da quelle che sta portando avanti il Governo Renzi? A mio modo di vedere, nessuno di loro ha la profondità che invece ha Renzi e la capacità di cambiare.

La cosa che più di tutte mi dà fastidio è che questa gente, che si sente a sua volta attaccata in un’Italia che sembra aver perso ormai tutti  ipunti di riferimento, se la prende con i più deboli e si sfoga con loro non essendo in grado di reagire a chi li attacca in prima persona. Tutto questo determina una scala di valori basata su chi alza di più la voce invece che sulle idee più brillanti e più ragionevoli su come superare questa situazione di impasse e di crisi economica.

La gente si lamenta di Renzi perché vede che il proprio status economico non migliora, come se questo dipendensse dal Governo e non invece dalla propria voglia di fare le cose e dalla capacità di ognuno di noi di mettersi in gioco e di essere produttivo. Come al solito gli italiani si aspettano la “pappa pronta”, ma non viviamo in un contesto socialista, come è accaduto nel passato, e ognuno deve muoversi in prima persona per conseguire risultati.

Basta dare ciecamente la colpa al Governo e invece cercare di essere produttivi in prima persona. Basta insultare, Governo Ladro!