La differenza tra Italia e resto del mondo? Loro tollerano le diversità

Una delle cose che odio di più del mio paese è il fatto che la gente non capisce cosa lo rende così diverso rispetto agli altri. Gli italiani hanno delle loro convinzioni e vivono per far sì che queste diventino tali anche nelle persone che stanno loro intorno. Molti italiani sono convinti di assurdità religiose che limitano la libertà del prossimo, e sembrano vivere per diffondere il più possibile questa loro visione del mondo.

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Leggo molto spesso di casi di successo nella vita lavorativa di emigrati italiani all’estero. E leggo di persone che, dopo essersi trasferite, finalmente stanno bene. Parlano di tolleranza, di individualismo, di libertà, di potersi esprimere senza che nessuno cerchi di limitarli. E allora le difficoltà che abbiamo nel nostro paese non nascono forse dall’eccessiva tendenza a giudicare e a inibire la libera iniziativa degli altri?

Perché non dare libero sfogo al talento di ognuno, a prescindere dalla sua natura? Noto, ad esempio, che molte persone di religione criticano gli omosessuali o chi ha gusti sessuali un po’ differenti rispetto allo standard. Come puoi essere un uomo di religlione se non rispetti la libertà degli altri e quindi non ti comporti in maniera morale?

Queste estremità sinceramente fatico a capirle. Sembra che molti nostri connazionali, probabilmente sulla base di una spinta che nasce dalla sfera politica, avvertano il desiderio di interessarsi dei fatti degli altri e di riportarli sulla giusta via, che poi sarebbe anche quella che loro stessi perseguono. Ma perché rendere la propria vita un inferno solo perché gli altri non sono come noi? Non è più bello poter essere completamente liberi, certo nei limiti imposti dalla legge, e poter esaltare ai massimi livelli quello che si è?

Limitare la libertà personale e il talento degli altri, dal mio punto di vista, impoverisce la società e finisce per compromettere il vivere insieme e la produttività anche dal punto di vista lavorativo. Non abbiamo più la possibilità di essere provinciali, dobbiamo capire che viviamo in un mondo molto più grande e complesso e che le istanze che arrivano da oltre confine finiscono per interessare e coinvolgere anche chi sta in Italia.

C’è sempre un modo migliore di mangiare, c’è sempre un modo migliore di parlare, c’è sempre un modo migliore di concepire la politica e di affrontare i problemi sociali. Se ti discosti anche di poco rispetto a queste linee guida allora sei sullo sbagliato, anzi sei proprio strano.

Gli italiani sono quelli che ancora continuano a credere nei precetti religiosi quando centinaia e centinaia di tesi scentifiche hanno dimostrato l’inesistenza di qualsiasi forma di metafisica e invece ritengono complotti lo sbarco sulla Luna, l’attacco alle Torri Gemelle o l’uccisione di Osama Bin Laden quando ci sono decine e decine di dimostrazioni contrarie alle teorie complottistiche.

Hanno un loro modo di mangiare, e guai a criticarlo, hanno un loro tipo di caffè, diverso da quello internazionale, e guai a criticarlo, hanno precise convinzioni alimentari e sulla genuinità dei prodotti, e guai a criticarle, hanno le loro convinzioni razziali, e guai a criticarle.

Questo continuo scrutare e cercare di imporre la propria visione finisce per compromettere il viver sano. “Vivi e lascia vivere” sembra un principio che non vale più. Gli italiani si rintanano in convinzioni che appartengono al passato e che riguardano tantissimi aspetti, dall’alimentazione alla religione, dalla politica al buonsenso. Vedono attraverso una prospettiva che altrove non esiste più, perché l’umanità, anche sulla base della forte spinta che arriva da internet e dal mondo tecnologico, cambia ormai giorno dopo giorno.

Non c’è più un modo per definirla, e tutto diventa sempre più relativo.