Cosa è successo su quel maledetto volo Germanwings che si è schiantato in Francia

Era una mattina, apparentemente, come tutte le altre. Il pilota e il co-pilota Andreas Lubitz chiaccheravano amabilmente mentre superavano i vari controlli prima di recarsi, come sempre, nella cabina di pilotaggio.

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Il pilota era incuriosito da quel suo collega un po’ strano, idealista e quasi sempre sofferente chissà per quale motivo. Ma la cosa non lo impauriva, ormai lo conosceva bene e aveva completa fiducia in lui, così come nel resto del suo equipaggio. Insomma, quella giornata sarebbe stata l’ennesima giornata uguale a tutte le altre, fatta di procedure da espletare in maniera più o meno meccanica.

I due salgono sull’aereo, salutano il resto dell’equipaggio e prendono posto. Controllano tutte le funzioni del mezzo: è tutto a posto. Nella giornata precedente sembrava esserci stata un’avaria, che aveva lasciato l’aeromobile fermo a terra per qualche ora. Ma i due piloti non riscontrano niente di anormale adesso, sembra che il problema meccanico sia stato messo a posto, e che adesso l’aeroplano sia in grado di fare il suo, come ogni giorno.

Si avvisano i passeggeri delle misure di sicurezza e si avvia la procedura per il decollo. Quel giorno a bordo ci sono degli ospiti un po’ particolari, visto che una comitiva di giovani ragazzini sta rientrando da Barcellona a Dusseldorf dopo una gita di scambio culturale. Bene, un’attenzione in più sarà necessaria, in modo da evitare che da grandi questi giovani pargoletti abbiano la fobia del volo, o qualcosa di simile.

Il volo è del tutto normale fino a questo punto. Il pilota si occupa di portare l’aeromobile alla quota prestabilita e alla velocità di crociera. Scambia qualche considerazione con il collega che condivide con lui la cabina, proseguendo la discussione iniziata a terra. I due si preoccupano di qualche politica intrapresa dalla Lufthansa e dalla Germanwings nell’ultimo periodo, ma sono più che altro “chiacchiere da bar” quelle.

Una volta raggiunta la velocità di protocollo i piloti vedono le prime propaggini della costa transalpina: tutto procede come da consuetudine. Al punto che il pilota decide di lasciare la cabina per servirsi per qualche secondo del bagno. Lascia Andreas in cambina, quindi, e va in bagno.

Al suo ritorno, però, lo attende uno scenario pauroso. Il suo cuore comincia a battere a mille e la paura monta irrefrenabile. La porta della cabina è chiusa. Prova a chiamare Andreas, ma non riceve nessuna risposta e questo gli fa capire che il suo abbandonare la cabina potrebbe essere stato un errore fatale. Urla, si sbraccia e spinge con forza sulla porta, ma Andreas è sordo a qualsiasi richiamo.

Disabilita, infatti, il pilota automatico, lascia invariata la velocità e riduce progressivamente la quota. Adesso vede dinnanzi a sé uno spettacolo grandioso: il verde delle montagne che si fa sempre più intenso e si avvicina inesorabilmente.

La perdita di quota e le turbolenze a cui ora è sottoposto l’aereo spaventano i passeggeri che, adesso consapevoli della situazione, iniziano a urlare e a dimenarsi. Qualcuno intima loro di indossare le mascherine. Il pilota, nel frattempo,  continua nella sua opera di convincimento ad Andreas, ma i suoi sforzi sono infruttuosi. Sull’aereoplano, così, trionfano il panico e la paura: tutti urlano e cercano disperatamente aiuto, ma il loro destino è inamovibilmente legato alle folli decisioni di una sola persona.

Lo schianto avviene alle ore 10:30 del 24 marzo.

Perché Andreas ha deciso per una fine così disperata, decidendo di legare al suo destino altre 149 persone che non lo conoscevano praticamente per niente, membri dell’equipaggio a parte? Le indagini stanno proseguendo e chiaramente non è possibile, ancora, dare una risposta precisa a tutte le domande. Il ragazzo, che aveva solamente 28 anni, era stato depresso in passato, ma nell’ultimo periodo sembrava aver superato le sue difficoltà.

Sembra che la pista più battibile sia quella della delusione sentimentale. Andreas era stato lasciato da poco dalla sua donna? Ha voluto ricambiare questa decisione con un gesto finale che rimarrà per sempre nella storia? Ha voluto farla pagare il più possibile alla sua ex-compagna?