Come gli italiani hanno trasformato l’amore in una specie di gestionale di vita

“Stasera cosa c’è da mangiare?”
“Ma hai buttato la spazzatura?”
“Che combini? Il ragù non andava fatto così!”

Sono le frasi che più spesso senti all’interno delle mura domestiche, pronunciate dai vari esponenti della famiglia italiana. Famiglia italiana che è diventata una specie di meccanismo più o meno bene oliato per produrre, appunto, ragù, per fare le faccende di casa e per creare una sorta di scudo verso l’esterno. La famiglia, ahimè, ormai serve a questo, e a poco altro.

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Bisogna semplicemente rispettare una serie di schemi che chissà chi ha già fissato, prestando attenzione a portarli a termine nelle tempistiche giuste e secondo quanto ordina il “libro mastro delle procedure per la famiglia italiana”. Come un gestionale per il computer, e penso al mitico The Sims, dove se non fai tutto entro certe tempistiche allora ecco che i tuoi “sims”, ovvero i familiari, iniziano a star male e a perdere punti. I “sims” sono come i vari elementi di un orologio a cucù, che si attivano e si disattivano secondo tempistiche rigidamente stabilite.

Insomma, una società dove tenere pulita la casa e cucinare e mangiare bene sono valori imprescindibili, più importanti di qualsiasi altra cosa. Più importanti del rispetto verso gli altri, le regole e le diversità, più importanti dei sentimenti, quelli intesi con la S maiuscola.

I genitori si affrettano a inculcare i loro precetti ai propri bambini e si preoccupano che la visione del mondo di questi ultimi non venga troppo compromessa dall’esterno e non differisca troppo dalla loro. Il risultato di tutto questo? Semplice, che quando abbandoneranno quel confortevole e sicuro nido familiare si scontreranno con realtà completamente diverse dalla loro. E allora ecco che inizierà un lungo percorso fatto di animate discussioni con gli altri italiani a proposito di usi e costumi,  a cercare di far vincere le proprie ragioni e di far prevalere una realtà che sostanzialmente è completamente artificiosa.

La nostra educazione catto-comunista ci ha fatto perdere il senso del rischio. Ci ha dato delle certezze che, finalmente, negli ultimi anni abbiamo scoperto essere fragilissime. Quelle mura stanno collassando, e sotto le macerie ci troveremo noi stessi. Sperando che la maggior parte della popolazione se ne accorga, il prima possibile…

Il sesso è tabù, e ormai è pressoché impossibile farlo fuori da una relazione. A meno di essere un super-figo, ovviamente, perché l’estetica è la cosa che conta più di ogni altra cosa. Le donne non si concedono a meno di non avere certezze estreme. E se tu, povero sfigato, finalmente riesci a “infilare la lingua nel più sacro dei suoi buchi” (cit.), ecco che per te inizia un interminabile percorso fatto di tovagliolini da ripiegare per bene e corsi accelerati su come si fanno le tagliatelle al ragù di cinghiale. E guai a sbagliare un solo ingrediente…

Gli italiani odiano le suocere e non sopportano le loro stesse mogli, come se non fossero il traguardo più importante della loro vita. Semplice, perché la convivenza è fatta di regole inutili e incredibilmente ferree: non si sta più insieme per la cosa più semplice e scontata, ovvero perché ci si vuole bene, ma solo per le apparenze sociali. Guai a essere un donnaiolo che ha successo con tante donne, e men che meno il contrario. Sarebbe proprio un peccato mortale perché la donna, chissà perché, non può essere considerata alla stregua dell’uomo dal punto di vista sessuale.

E allora ecco che parte la difesa più sfrenata alle tradizioni, alla ricerca di mantenere il più possibile quel provincialismo che rende gli italiani così diversi dagli altri e che ci danneggia così tanto in campo internazionale. Basta vedere come ci considerano all’estero. E criticali, anche! Dal loro punto di vista si trovano davanti degli individui che fanno continuamente baccano, che non accettano le tradizioni culinarie degli altri e che hanno quell’irresistibile voglia di trasgredire le regole.

Per gli italiani, tutti gli altri mangiano male, e si estingueranno in men che non si dica. L’unica cucina salutare è (guarda caso :|) quella della mamma, e non potrai mai mangiare bene come mangi a casa a prescindere dal ristorante in cui vai, neanche quelli a cinque stelle. Ma anche questo è fuori di testa: basta fare una veloce ricerca su internet per scoprire che un piatto di pasta alla carbonara da 80 grammi corrisponde a 579 calorie contro le 601 di un Whooper del Burger King da ben 275 grammi.

Ma guai a dire queste cose a un italiano, lui avrà sempre ragione. Anzi, continuerà a pensare che all’estero mangiano male, che sono tutti obesi e che nel giro di pochi giorni moriranno tutti.

Insomma, io vorrei convivere con la mia donna non tanto per seguire chissà quale tipo di dieta salutare, ma perché la amo, perché ogni mattina rimango abbacinato alla sua vista e perché ho voglia di fare l’amore con lei fino a morire. Voglio che i film di Hollywood siano la realtà. Ah…ma certo…quelle sono solo “americanate”!