Aiuto! I miei colleghi mi fanno mobbing!

In Italia deve esserci qualcosa che non va. Sembra che la gente abbia definitivamente sdoganato la rivalsa sugli altri. Insomma, competere con chi ti sta a fianco, affossarlo e deriderlo sembra essere diventato lo sport nazionale. NO! Non si può fare! E non c’è nessuno che deve dirtelo, devi capirlo da solo.

Non siamo delle bestie pronte ad azzannarci gli uni con gli altri, siamo degli esseri umani. E da diverse centinaia di anni, se non te ne sei accorto.

Mobbing-x

Ma evidentemente qualcuno non vuole accettare questa realtà. Pensa di potersi rivalere sul prossimo e, ovviamente, il luogo ideale dove sfogare i propri istinti è il lavoro. Scrivo questo editoriale, infatti, perché diversi amici negli ultimi giorni si sono lamentati con me per aver subito mobbing. E pure il sottoscritto lo subisce tutti i giorni.

In Italia oggi ci sono due categorie di persone: quelli che cambiano la loro idea sulla base di questi rapporti di forza, e quelli che vogliono rimanere razionali e coerenti. I primi, però, si rifanno continuamente sui secondi, rendendo un incubo la vita di queste persone. È da questo che, a mio modo di vedere le cose, nasce il disamoramento per il paese e la voglia di andar via. Con problemi enormi, come la fuga dei cervelli, che ben conosciamo.

I primi, guardacaso, dicono che la nazione non è un problema, i secondi la accusano sostenendo che c’è qualcosa da sistemare. Il tutto genera quell’irrazionalità e quella confusione mentale che ormai regna sovrana nel nostro paese, dove più nessuno riesce a individuare una via di fuga.

È come se le persone credessero che non sia ormai più possibile fare alcunché senza inculare qualcun altro. Fa parte della normalità e, incredibilmente, pensano che questo sia giusto e legittimo, all’interno di un rovesciamento pressoché totale dei valori di giusto e di sbagliato.