Ultrauomo: dopo aver superato Dio bisogna superare la natura



Quello che Friedrich Nietzsche intendeva indicare con il concetto di Superuomo era il superamento delle consuetudini consolidate in fatto di società e di rapporti tra uomini iscritte all’interno del percorso religioso. Insomma, l’essere umano, se fino a quel momento non era riuscito a tirar fuori il proprio talento se non in rapporto a Dio, si liberava di questo retaggio e acquisiva valore indipendentemente dal vincolo teologico.

Credo che l’epoca moderna richieda adesso un ulteriore passo in avanti nel percorso di evoluzione. Se ci siamo liberati di Dio adesso è il momento giusto per liberarci anche della natura. Un uomo che non ha più alcun vincolo con niente, che non deve fare i conti con nessuna cosa su questa terra e che possa esprimere al meglio tutto ciò che ha dentro di sé.

Naturalmente perché questo passo si possa compiere abbiamo bisogno di esseri umani che abbiano la mente completamente libera. Devono essere in grado di ragionare a 360 gradi e avere dentro di sé innati il senso della giustizia e della lealtà. Se prima erano Superuomini adesso devono diventare Ultrauomini.


Possiamo superare molti limiti naturali grazie alla tecnologia ormai. Abbiamo, o stiamo per ricevere, dei dispositivi che ampliano le nostre capacità cognitive. Potremmo definirli degli innesti cybernetici che superano i limiti del nostro organismo in termini di vista, pensiero, abilità fisiche. L’evoluzione scientifica va sempre più veloce rispetto ai tentativi di convincimento delle masse a opera della religione.

La preservazione della specie è basata su una serie di “trucchetti” imposti dalla natura. L’istinto sessuale, per esempio, porta all’accoppiamento e la riproduzione consente alla specie di andare avanti, o in altri termini di acquisire ancora del tempo per migliorarsi. Ma che cosa succederebbe se di punto in bianco tutti gli esseri umani decidessero di non soccombere più a questo “trucchetto”?

In realtà l’istinto sessuale può essere sfogato in altri modi estranei all’accoppiamento. Un uso troppo insistito della tecnologia, inoltre, in certi termini lo inibisce. Se l’essere umano riuscisse a superare questo limite a cosa andrebbe incontro?

Se l’accoppiamento è frutto solamente di un obbligo della natura non razionale, nel senso non determinato dal libero arbitrio del singolo essere umano, allora l’amore non esiste. Non è più quella forza che porta ad abbattere qualsiasi ostacolo pur di giovare alla propria specie: diventa un seguire un programma già preparato e imposto.

Dopo aver sfogato il proprio istinto sessuale e fatto dei figli le coppie di oggi non hanno più voglia di rimanere insieme. Si esaurisce qualcosa, come se l’energia che si trova all’interno del corpo delle persone finisca improvvisamente: una volta raggiunto il proprio obiettivo si spengono come delle batterie che hanno già offerto al dispositivo in cui sono installate tutta la loro carica.

È per questo che i divorzi sono in aumento, mentre le coppie che rimangono tali lo fanno solamente per qualche tipo di “dovere religioso”. Ma l’innamoramento è un altra cosa: è volere una donna perché è lei, al di là di qualsiasi tipo di ragionamento di riproduzione o religioso, di convenienza, di gioco di forza o altro. Io voglio la mia donna perché la amo, ovvero stare anche un secondo con lei in qualche modo mi migliora e mi fa sentire soddisfatto. E questo vale per sempre.

Non so se tutte le persone possono essere Ultrauomini, ma sono sicuro che pochissimi vanno alla ricerca di questa cosa. Pochissimi hanno la lucidità mentale di ammettere che l’accoppiamento per come è inteso oggi è come una competizione al fine di prendere un biglietto e finalmente avere un pass per una donna, quella che ti spetta.

Ma se siamo così vicini alle condizioni necessarie per il verificarsi dell’Ultrauomo perché ancora non esiste, cosa blocca il suo avvento? Questo dipende dal fatto che la distinzione tra forti e deboli oggi viene determinata su una base fisica, non intellettuale. L’Ultrauomo può ambire al potere, all’essere il prossimo step della scala evolutiva, solamente se si verificano quelle condizioni per cui prevale il raziocinio. Ma oggi ai posti di comando troviamo quelle persone che sono riuscite a prevaricare sugli altri grazie al loro corpo, alla fisicità. Questo produce nella società una certa irrazionalità perché prevalgono le ragioni del più forte fisicamente e non del più forte intellettualmente. Ed è per questo che assistiamo a rallentamenti, a crisi economiche o politiche, ad atti di terrorismo: se tutto dipendesse dal ragionamento e dalle istanze di lealtà e giustizia le cose sarebbero diverse, precisamente come lo saranno tra qualche decina di anni.

Perché oggi prevale la fisicità sull’intelletto? Questo dipende da una parte del nostro cervello chiamata amigdala. Questa viene conosciuta anche come l’ “interruttore della paura”. Sostanzialmente ricevere una sgridata o un sonoro rimprovero equivale a un perentorio azionamento dell’amigdala. Psicologicamente è come ricevere una bastonata: senti proprio il tuo organismo vibrare e l’azione inibisce in chi la subisce il ripetersi del comportamento che l’ha generata. Insomma, in questo modo si persegue il proprio obiettivo senza apparentemente far male fisicamente, ma agendo comunque all’interno della sfera della fisicità.

È giusto servirsi dell’amigdala per raggiungere i propri scopi? Ovviamente no, e ci ricolleghiamo al discorso di prima. Averla vinta grazie a questo metodo vuol dire aggirare completamente la logica e il raziocinio. Una società che si basa su questo tipo di fisicità, solitamente le più arretrate, va avanti senza una chiara strategia evolutiva.

Dobbiamo, quindi, superare questi limiti dettati dal nostro fisico, dalla natura. L’Ultrauomo deve focalizzarsi unicamente sul suo obiettivo, ignorando le altre problematiche e liberandosi del vincolo naturale. Deve guardare solo il traguardo, come se fosse un puntino nel vuoto cosmico. Deve guardare lei.