Recensione Batman v Superman

Batman v Superman: Dawn of Justice è un film del 2016 diretto da Zack Snyder. Costituisce una sorta di risposta alla serie di film Marvel che culmina con Captain America Civil War, quello sugli Avengers questo sulla nascente Justice League. E se il film Marvel era un film corale ma leggermente spostato su Captain America, qui prevale Superman.

Batman v Superman: Dawn of Justice

È Batman che entra dentro la storia di Superman e che deve confrontarsi con i personaggi di quest’ultima, oltre che adeguarsi. Ovvero Lois Lane, così come la madre Martha, ma anche il cattivissimo Luthor. L’unico che proviene dal filone ideato da Bob Kane è infatti un Aflred, molto diverso dal solito, anche perché interpretato da Jeremy Irons.

Luthor intende convincere l’opinione pubblica che Superman sta dalla parte del male. Il suo potere sovrumano può essere sfruttato in modo da nuocere alla collettività e i soli danni collaterali sono più consistenti rispetto ai benefici che è in grado di offrire. Non è solo l’opinione pubblica il target di un Luthor più fuori di testa che mai, ma anche e soprattutto Batman. Solo l’uomo pipistrello, solo il rancore che ha accumulato negli anni, solo l’odio che nasce in lui vedendo una Gotham che degrada giorno dopo giorno, possono sconfiggere Superman.

Snyder ha deciso di costruire la prima parte del film in maniera molto raccontata, frammentaria e sincopata. Usa lo stile tipico di quei film che vogliono rimandare il più possibile il significato, costruendo aspettativa nello spettatore e portandolo a congetturare teorie sul ruolo dei vari personaggi. Ma lascia qualcosa per strada: l’intreccio non è così brillante e alcuni momenti sono terribilmente monotoni.

Assistiamo a una doppia indagine: da una parte Batman indaga su traffici criminosi, dall’altra Lois Lane cerca di capire il ruolo di Superman apparentemente invischiato in un losco affare con un terrorista nel deserto asiatico. Ben presto lo spettatore capirà che è Luthor che muove le fila delle due storie, con un solo obiettivo: convincere Batman a far fuori Superman. Snyder usa ricorrenti riferimenti all’attualità per raccontare questa complessa doppia indagine: si rifà a certe scene legate alle tristi vicende di terrorismo e gioca sul ruolo dei buoni. Che non sempre sono così buoni, che spesso agiscono per interesse personale ignorando le sofferenze della collettività. Un tema molto caro nell’ultimo periodo all’opinione pubblica, quella vera, che sembra qui condizionare anche Snyder quando racconta un Superman più fragile di Batman perché, a differenza di quest’ultimo, ha degli affetti attaccabili e quindi sfruttabili contro sé stesso e contro la collettività.

La musica gioca un ruolo fondamentale in Batman v Superman: sincopata come le scene, cerca di dare ritmo a una prima parte troppo narrata secondo gli standard degli ultimi film sui supereroi. Le musiche sono di qualità e sanno accompagnare bene sia questa parte introduttoria e frammentaria sia la parte d’azione, più adrenalinica e contorta. Se dall’altra parte Marvel ha un po’ rinunciato all’intreccio, perché tanto i fan vogliono vedere l’azione e i poteri dei supereroi all’opera, Snyder fa qualcosa di più coraggioso, inerpicandosi però su un tortuoso percorso tutt’altro che facile da spianare.

Rischia di rendere il film noioso e inseguibile a tratti, ma vuole trovare un bilanciamento tra azione e parte raccontata. Banalmente, quindi, a livello ritmico è costretto ad allungare la parte narrata, da intreccio thriller, per giustificare la lunghissima scena d’azione finale che coinvolge tutti gli eroi e tutti i villain. Le storture a cui si devono quasi sempre piegare le sceneggiature dei film sui supereroi, al fine di creare momenti spettacolari e per indirizzare i buoni verso la vittoria, e due attori protagonisti, Ben Affleck e Henry Cavill, evidentemente poco a loro agio nei panni dei supereroi, rischiano di rovinare il tutto.

Ma è la scena finale, ovviamente, che da sola vale il prezzo del biglietto. Quando Superman e Batman si rendono conto che da soli non possono sconfiggere il male che dilaga a Gotham e a Metropolis, quando si rendono conto che serve un’alleanza più trasversale. Un terzo eroe li aiuta, perché altrimenti Doomsday diventa troppo forte per entrambi. Un’eroina anzi, ma non vi rivelo di chi si tratta se non che è interpretata da un’affascinante come non mai Gal Gadot.

È anche l’auto-citazionismo che salva Synder in quest’ultima parte, l’insistito citazionismo di 300 che rende l’azione spettacolare e godibile, piena di significati per i fan. Batman v Superman non è un film così terribile come molti l’hanno descritto, ma riusciranno gli autori dei futuri film sui supereroi a trovare quel difficile bilanciamento tra azione e narrazione che sembra diventare sempre più instabile?