Più di un italiano su tre vota Lega o M5S. Qual è il profondo malessere del nostro paese?

Io non capisco bene quale possa essere l’esigenza che porta la gente a votare per la Lega Nord o per il Movimento 5 Stelle. Mi rendo conto che ci sono molte persone scoraggiate per l’instabile situazione economica, però votare per questi due partiti mi sa tanto di: “sto male io e allora dovete star male tutti”.

Grillo urla

I dirigenti di questi due partiti, o movimenti o come diavolo volete chiamarli, si alzano la mattina con l’unico scopo di insultare qualcuno. E attirano purtroppo gli italiani, perché assecondano la loro voglia di inveire contro gli altri invece di capire quali possono essere le proprie colpe. Pensavo fossero due fenomeni destinati a sgonfiarsi, perché negli altri paesi in crisi c’è un partito comunista o roba oltranzista che sfrutta la situazione per accalappiare voti, ma in Italia abbiamo ben due partiti di questo tipo. Segno che nel nostro paese c’è un malessere latente ancora più forte che altrove.

Destinati a sgonfiarsi ma alle ultime elezioni regionali Lega e M5S hanno ottenuto circa il 35% dei voti. Cioè più di un italiano su tre non vuole sistemare le cose e intende deliberatamente allontanare la ripresa. Come possiamo in queste condizioni migliorare e allinearci alle sfide economiche che provengono da Usa e Cina? Vogliamo essere definitivamente staccati dalle potenze internazionali economicamente più lungimiranti?

La democrazia ha bisogno di basarsi su due baluardi ideologici, diciamo uno più progressista e uno più conservatore. Al di là del fatto che l’Europa è l’unico posto al mondo dove non si accetta l’ideologia conservatrice, nel 2015 è assurdo che una persona si svegli la mattina e inventi un partito. Non c’è più niente da inventare ormai! Se qualcuno vi fa pensare in questo modo allora vi sta imbrogliando! Al di là del fatto che Lega e M5S sono due partiti incostituzionali come abbiamo visto in questo articolo.

Molti se la prendono con la politica di Renzi, non capendo quanto sia profondo il problema. Oggi gli italiani si rifiutano di lavorare perché non vogliono più portare avanti l’impostazione consumistica visto che “ha prodotto così tanta sofferenza”, dicono loro. Renzi perlomeno è uno che si dà da fare, che semplicemente lavora. E infatti è l’unico Governo che dura nel tempo, così come è stato quello di Berlusconi. Il resto è semplicemente attaccamento alla poltrona, voglia di scavalcare gli altri e di limitare l’iniziativa che non è la propria, in perfetto stile italico.

Ciò che quelli che votano per Grillo non capiscono è che abbiamo bisogno di gente che sappia fare le cose, che abbia la competenza e la visione per riformare il paese in tutti quegli aspetti in cui è rimasto arretrato. È ingovernabile, ha una struttura della pubblica amministrazione medievale e leggi sul lavoro astruse: tutte cose sulle quali questo governo mi pare si stia muovendo bene. Cose delicate, per le quali non possiamo affidarci ai non professionisti che Grillo sta portando in Parlamento, nelle regioni e nelle assemblee comunali.

L’altro giorno in una di quelle inutili trasmissioni televisive “politiche” sento Cofferati dire: “Il Jobs Act non è di sinistra”. Cioè non gliene frega un fico secco se la legge sia buona o meno, gli interessa solo se aderisce a non si capisce quale ideale sinistrorso che solo lui ha nel cervello. Basta! La sinistra stalinista non esiste più: quell’ideologia è stato un errore dell’essere umano dal quale, fortunatamente, ci siamo ravveduti e siamo andati oltre. Ma questo decine di anni fa…

Che poi gran parte della responsabilità in tutto questo è proprio delle trasmissioni “politiche” italiane, che spacciano i due partiti in questione come partiti che hanno un senso che va al di là dell’espressione di malessere. Guardavo il TG1 subito dopo le elezioni regionali in questione e i titoli erano pressappoco questi: “Renzi soddisfatto: cinque regioni a lui”, “Forza Italia si rilancia con le elezioni: trionfo in Liguria”, “Salvini: dopo questo voto siamo noi la destra in Italia”, “Grillo: siamo il primo partito”.

Ora o si pensa che siamo scemi o si vuole far passare che tutti hanno vinto le elezioni. Ma come può Grillo dirsi vincitore se non ha nessuna regione? Capisco gli altri tre, effettivamente abbiamo 5 regioni governate dal PD, 1 da Forza Italia e 1 dalla Lega Nord, ma Grillo semplicemente prende per scemi tutti se rilascia quelle dichiarazioni. Ripeto, gli interessa rimanere sulla cresta dell’onda solo per alimentare il business che ha creato con il M5s.

Ma, in conclusione, gli italiani amano rimanere arretrati e provincialisti. Amano limitare gli altri e bloccare il progresso. Che non si lamentino però se le cose vanno male sul piano economico.