Il miglior modello di editoria online oggi? Quello del M5S

bgrillo
Come è noto soprattutto agli addetti del settore, l’editoria online sta attraversando un periodo di forte crisi. Mentre i contenuti sugli argomenti a tema incontrano sempre più difficoltà a emergere, le notizie a tema generalista e sensazionalistico letteralmente “bucano” la rete. Ci sono diversi siti che sono riusciti a sfruttare questa tendenza, mentre molti altri molto più specializzati si sono eclissati, fino a scomparire definitivamente.

Trovare gli equilibri giusti diventa sempre più difficile, e lo è ancora di più mettere in piedi un sistema che riesca ad autosostenersi, ovvero a guadagnare del denaro. La gente è abituata ad avere tutto e subito sulla rete e non è disposta a pagare. Se un sito inizia a richiedere anche delle piccole cifre di denaro per i propri contenuti, ecco che la gente prontamente mira verso le tantissime soluzioni free che rimangono sempre lì disponibili, e che si diffondono a macchia d’olio giorno per giorno.

Tutto questo ha portato a uno svilimento incredibile della qualità, corroborato anche dalla rinnovata importanza che acquisiscono i social network. Ormai la gente si aspetta di essere aggiornata in tempo reale rispetto a ciò che avviene in tutto il mondo: ha come un’ansia di non rimanere indietro rispetto alla conoscenza degli avvenimenti. Controlla continuamente i social e i siti di informazione più pronti, proprio nell’ottica di sapere tutto subito, possibilmente anche prima che accada.

Sui social sono soprattutto le notizie “curiose” a tenere banco, per non parlare delle falsità, sempre particolarmente gradite dal grosso del pubblico. Insomma, le gente vuole intrattenersi principalmente ed è inutile che ciascuno di noi neghi che anche sé stesso sia affetto da questa tensione verso la notizia più frivola e provocatoria, perché tutti, o quasi, siamo sempre pronti lì su Facebook ad aspettare che qualche fatto sopra le righe ci “allieti” la giornata.

A questo tipo di notizie si aggiungono quelle sensazionalistiche, meglio se riguardanti la classe dirigente, sempre bersaglio buono (non che a volte non se lo meriti) per sfogare qualche tensione, artificiosamente costruita dagli stessi media di informazione per determinare quel circolo vizioso che ormai attanaglia l’Italia da qualche anno. Notizie costruite ad hoc per generare tensioni inutili e che portano la gente ad aggiornarsi sempre più affannosamente, inducendo le persone stesse a tornare su quei media di informazione, anzi a tenerli costantemente monitorati.

Un’ansia verso le notizie di attualità che non può essere considerata normale. L’italiano si sente attaccato, e non solo per la precaria situazione finanziaria vigente nel nostro paese, ma anche e soprattutto perché sottoposto a tensioni create deliberatamente, e sorveglia tutto, o ha la sensazione di farlo, con estrema attenzione. Non a caso nel nostro paese i programmi di infotainment vanno per la maggiore, con palinsesti ormai stracolmi di questo tipo di intrattenimento, a danno di notizie più serie e circostanziate, oltre che più utili. In questi infotainment non si parla di questioni sociali delicate, ma si litiga, e basta.

Abbiamo affrontato il tema dell’informazione gridata già in questo articolo su Il Fatto Quotidiano che, non a caso, è uno dei giornali con le finanze più in salute, pur senza ricorrere, non che sia un male, assolutamente, ai finanziamenti statali, che invece tengono in vita il resto del sistema informativo italiano legato ai poteri, che altrimenti sprofonderebbe senza mezzi termini.

Ma a cavalcare meglio di chiunque altro il fenomeno che stiamo descrivendo è il Movimento 5 Stelle, specificamente attraverso il blog di Beppe Grillo. Questo sito ha un modello di business incredibilmente efficace, praticamente ineguagliato in tutto il mondo, visto che è una delle realtà con il fatturato più alto, che oscilla tra i 5 e i 10 milioni di euro annuali secondo le ricostruzioni più accurate.

Ci sono varie teorie su questi numeri, e nessun dato perfettamente concreto. Ma attraverso Google AdWords e Google AdSense, il sito controllato da Gianroberto Casaleggio, il fondatore del Movimento 5 Stelle, riesce a sfruttare la visibilità che ottiene per la risonanza politica che il movimento riesce a creare nel paese indirizzandola verso i banner di Google e degli altri sistemi di visualizzazione pubblicitaria presenti sul blog. Il M5S sostiene di usare questi proventi per finanziare le sue campagne propagandistiche, ma in realtà si tratta di un sistema molto più studiato di quanto si pensi.

Il blog, infatti, non contiene solamente argomenti politici che in qualche modo possono interessare al potenziale elettore, ma anche dei contenuti più frivoli, organizzati secondo lo schema che abbiamo descritto nei precedenti paragrafi. All’interno del blog è poi frequentemente linkato il sito Tzetze, che appunto si basa su notizie “urlate” e di basso profilo, buone solamente per il pubblico più distratto alla ricerca di intrattenimento spensierato. Tzetze appartiene alla Casaleggio Associati, il cui principale responsabile, è bene ricordarlo, è un imprenditore, molto prima di essere un politico. Insomma, un sistema ben oliato, e per certi versi diabolico, che sfrutta le tecniche di acquisizione utenti oggi in vigore su internet per fare molto denaro.

Alcuni di voi potrebbero obiettare che lo sfruttamento della politica, e della visibilità che questa riesce a dare ai soggetti anche per le motivazioni di eccessiva attenzione degli italiani verso l’argomento che abbiamo esposto prima, ai fini di arricchimento personale non è una novità nel panorama italiano, visto che anche Berlusconi ha messo in piedi un sistema del genere con Mediaset/Forza Italia. Ma attenzione perché le cose sono ben diverse, perché internet è un media istant, incredibilmente più rapido e legato al risultato rispetto alla TV.

Insomma, Grillo e soci possono generare la notizia attraverso il blog e iniziare a monetizzare immediatamente. Un caso lampante è quello del parlamentare Alessandro Di Battista che tramite il blog ha lanciato una sorta di apologia del terrorismo, in qualche modo sostenendo le pratiche dell’Isis. In soldoni, contro i droni americani e le loro strategie occulte i terroristi farebbero bene a fare quello che fanno, perché è l’unica arma che rimane loro. Insomma, un pretesto, una boutade, una dichiarazione così assurda che non ti può nascere il sospetto che non sia stata fatta al solo fine di generare traffico e quindi denaro.

L’articolo ha subito successo, viene rilanciato e linkato dalle principali agenzie stampa, se ne parla diffusamente in TV nei telegiornali e nei rotocalchi, e il conto AdSense della Casaleggio Associati cresce vertiginosamente. Dal nulla il Movimento è riuscito a creare una montagna di soldi. E se pensate che di insulti, dichiarazioni sopra le righe, articoli strappa-click, e quant’altro, gli “amici” di Grillo ne inventano a profusione, capite come la cifra sui guadagni che abbiamo indicato prima come verosimile diventa sempre più probabile.

Ci troviamo di fronte a un modello di business incredibilmente potente e ben collaudato, che sfrutta l’ingenuità degli italiani e la loro disperazione per produrre soldi come nessun altro editore online era riuscito a fare prima. E che è quotidianamente foraggiato con posizioni politiche quantomeno farsesche e con insulti molto diretti a questo o a quel personaggio pubblico: guardacaso uno al giorno, per mantenere sempre alto il livello degli accessi nel corso del tempo. Il M5S, insomma, piega le istanze e le necessità politiche reali ai suoi scopi o, meglio al suo unico scopo, arricchire il signor Casaleggio e la sua combriccola.

La mia previsione è che molto presto la pochezza delle posizioni del Movimento risulterà evidente al totale della popolazione. Ma lo scopo sarà ugualmente raggiunto da Casaleggio, Grillo, Di Battista e soci: quanti soldi, infatti, si saranno messi nelle tasche nel frattempo?