Da Aristotele a Nietzsche, dal marketing a internet



In questo editoriale voglio occuparmi di accessibilità ai contenuti. Se in epoca antica un contenuto aveva la capacità di diffondersi con grande facilità, oggi, anche se potenzialmente rilevante e di interesse per la popolazione, incontra molte più difficoltà. Perché? Semplice, perché il livello di ignoranza è diminuito, la preparazione aumentata e c’è maggiore concorrenza.

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In questo processo, però, abbiamo perso quella capacità, che una volta potremmo dire essere automatica, di discriminare tra buoni contenuti e cattivi contenuti. Gli scritti di Aristotele si diffondevano rapidamente perché non c’era altro da leggere, altri esempi come quello sui quali costruire la cultura di un popolo. E possiamo dire che è andata così fino ai tempi di Nietzsche, che ha di fatto chiuso un’epoca di diffusione del pensiero.

Certo, il filosofo tedesco aveva molta più concorrenza rispetto al suo parigrado greco, ma la forza del suo pensiero era comunque sufficiente a mettere da parte un bel po’ di rivali. A mio modo di vedere le cose oggi non è più così: anche se offri qualcosa di brillante la gente non capisce autonomamente che quel qualcosa può essergli d’aiuto. È talmente bersagliata di contenuti che non è più in grado di discriminare l’utilità dall’inutilità.


È proprio a questo che serve il marketing. Ovvero io credo a tal punto nel mio contenuto che sono disposto a pagare perché tu lo legga o perché in qualche modo arrivi a te. Con i soldi, insomma, conquisto delle posizioni che Aristotele e Nietzsche si conquistavano con la forza del pensiero, agevolati dall’assenza di concorrenza. Il marketing è diventato nel corso degli anni uno strumento cruciale, oggi il vero motore della società moderna, valido per qualsiasi tipo di contenuto.

Ma oggi abbiamo un altro strumento ancora, internet. È vero che anche sul web ci sono forme di marketing: posso pagare perché un mio contenuto arrivi all’attenzione del maggior pubblico possibile, addirittura di un pubblico di cui posso scegliere la profilazione. Ma è anche vero che internet, grazie alla SEO e comunque alla capillarità del mezzo, potenzialmente mi dà l’opportunità di raggiungere il mondo intero.

Tutte cose che Aristotele e Nietzsche non potevano permettersi. Certo, bisogna studiare e conoscere bene i mezzi del web, e sapere come sfruttarli. Ma oggi abbiamo un potenziale che non è mai stato tale in qualsiasi altro momento della storia del pensiero umano. Per favore, sfruttiamolo tutti quanti e bene.