Come guadagnare con Google e Facebook



Oggi internet mette a disposizione diversi strumenti che consentono, senza eccessivi sforzi, di guadagnare, e in certi casi molto, del denaro reale. Guadagnare con Google e Facebook non è poi così proibitivo: basta aprire un blog su WordPress come questo e poi installare i relativi plugin.

Per quanto riguarda Google, la prima cosa da studiare è tutto il mondo SEO (Search Engine Optimization). In realtà è possibile partire da zero, anche con un blog non sponsorizzato e senza investimenti monetari, e cominciare a far traffico. Come? Creando quei contenuti che la gente sta cercando e quindi aiutando il motore di ricerca a soddisfare le esigenze dei navigatori.

Per esempio, se si nota che il proprio blog viene considerato affidabile da Google Immagini si può cercare di inserire un gran numero di immagini per il tema affiliato al blog. Oppure con Trend verificare quali sono i contenuti più ricercati dalla gente e cercare di inserirsi nelle SERP (Search Engine Results Page) più frequentate.


Ovviamente bisogna costruire i contenuti in maniera tale da favorire Google nell’individuazione dei migliori risultati. Per esempio, WordPress mette a disposizione lo strumento Yoast, che guida passo passo il creatore di contenuti a prendere quelle accortezze necessarie per scalare le SERP.

Il traffico va poi monetizzato con un network di annunci pubblicitari. Il più famoso, e restiamo in ambito Google, è certamente Adsense, che inserisce nel nostro blog un network di annunci selezionati sulla base degli interessi dei nostri lettori. Grazie al sistema di “cookie”, infatti, il browser web e i siti sono a conoscenza delle abitudini di navigazione dei lettori e visualizzano di conseguenza gli annunci.

Adwords, poi, permette di guadagnare posizioni nelle SERP. Si tratta di un servizio di annunci a pagamento: se si aderisce al programma si diventerà automaticamente uno dei siti di riferimento nelle ricerche fatte dagli utenti sulla base del tema selezionato. L’utente può decidere quanto spendere, fissando un tetto massimo di spesa. Il denaro verrà sottratto solamente nel momento in cui Google riuscirà ad associare una richiesta ad un click: si paga, quindi, solamente se si genera traffico verso il sito.

Poi c’è tutto l’universo di Facebook, altrettanto importante non solo perché la gente dedica sempre più tempo al noto social network ma anche e soprattutto perché Mark Zuckerberg e soci hanno creato un sistema di profilazione che permette di inviare la pubblicità sulla base degli specifici interessi degli utenti.

Così come per Adwords, anche in Facebook si può pagare per aumentare il traffico, e si possono comprare i “Mi piace” verso la propria fanpage. Per farlo bisogna innanzitutto creare dei contenuti che possano interessare il maggior numero di persone e poi premere il pulsante “metti in evidenza il post”. A quel punto si sceglie il pubblico da raggiungere: nel caso di un post sulle auto, per esempio, potrebbe essere consigliabile associare tutti quegli utenti che si sono registrate a pagine attinenti alla Formula 1.

Su Facebook si possono spendere delle cifre importanti e spesso ottenere dei risultati sensazionali grazie a questi meccanismi di profilazione. Ma, ricordate, spendete solamente se il vostro contenuto è popolare e potenzialmente virale, ovvero può interessare a un alto numero di persone. Molto spesso su Facebook, vanno molto bene i contenuti ironici o buffi, le foto degli animali o le notizie “false”. Create quindi dei contenuti ad hoc e poi promuoveteli individualmente sul social network: vedrete che ne beneficerà anche la vostra fanpage.

Alcuni strumenti come Blomming, poi, permettono di integrare all’interno delle pagine Facebook dei negozi virtuali per consentire agli utenti di fare acquisti online senza abbandonare il social network. Blomming è un servizio che si può usare gratuitamente per 15 giorni, mentre successivamente occorre pagare un abbonamento.

I programmi di affiliazione sono poi un metodo validissimo per guadagnare con Google e Facebook. Amazon, ad esempio, permette di registrarsi al programma di affiliazione con pochi click e paga una certa percentuale per ogni acquisto andato a buon fine e indirizzato tramite il proprio blog. Per far funzionare questo meccanismo è consigliabile creare contenuti come “Ecco i 10 smartphone più convenienti” e aggiungere a ciascuno dei prodotti trattati un link di affiliazione che guidi gli utenti verso Amazon. Se realizzano effettivamente l’acquisto, poi, Amazon ci concederà una percentuale sul valore della transazione.

Chiaramente bisogna innanzitutto ragionare in termini di web marketing, ovvero spingere la gente a fare gli acquisti. Ma è altrettanto importante fornire dei consigli sinceri che possano essere effettivamente utili sulla base di quelle che possono essere le esigenze di vari tipi di consumatori.

Anche iTunes, il noto servizio per i possessori di dispositivi Apple, offre un proprio programma di affiliazione. Basta fare domanda cliccando qui e poi linkare contenuti iTunes sul proprio blog per ricevere una percentuale per ogni transazione avvenuta.

In tutto questo bisogna poi considerare il fenomeno “cookie”. Quando indirizziamo traffico ad Amazon o iTunes, infatti, il browser web e i siti si ricorderanno che abbiamo “consigliato” questo o quel sito per fare acquisti. Questo vorrà dire che se anche l’utente realizzerà un acquisto di un prodotto differente rispetto a quello consigliato, ci verrà comunque riconosciuto un merito per la transazione andata in porto e guadagneremo ugualmente.